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Lunedì 05 Dicembre 2016

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Il sindaco Ottaviani assicura:
nessun ritardo sul Casaleno

Ecco come sarà il nuovo stadio intitolato a Benito Stirpe

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Il sindaco Ottaviani assicura:
nessun ritardo sul Casaleno

Frosinone

Lavori al Casaleno: sul web, da giorni, impazza la polemica sul reale stato di avanzamento dei lavori. Ma Ottaviani assicura: «Siamo perfettamente in linea con il cronoprogramma fissato».

«Probabilmente - aggiunge - è bene ricordare da dove siamo partiti. A giugno dello scorso anno, dopo ben 15 anni di blocco del vecchio project financing, il Comune il Frosinone è tornato titolare dell’impianto del Casaleno, senza contare che la costruzione era stata deliberata nel lontano 1974 e dunque dopo circa 40 anni di pastoie ed immobilismo siamo passati al pronunciamento chiaro e deciso del nostro municipio. A settembre dello scorso anno, quindi, abbiamo attivato una procedura complessa e molto laboriosa, volta al reperimento dell’importo di 4,5 milioni di euro per il primo step dei nuovi lavori, fino ad arrivare allo scorso maggio quando la cassa depositi e prestiti ha autorizzato la devoluzione di mutui. In altri termini, non potendo il Comune di Frosinone contrarre nuovi mutui, per l’esposizione debitoria derivante dal passato di circa 50 milioni di euro, aveva però la possibilità di spostare verso il Casaleno una parte di quei circa 11 milioni di euro già finanziati nel corso degli ultimi 20 anni per altre opere pubbliche, ma rimasti nei cassetti perché mai spesi. Parallelamente, abbiamo appaltato e aggiudicato le tre opere essenziali del nuovo stadio Benito Stirpe: le opere esterne di demolizione, trivellazione, palificazione e costruzione delle zattere di cemento che ospiteranno le nuove tribune; l’erezione delle nuove tribune, dei distinti e delle due curve per un’altezza di 18 file in continuità e, dunque, più alte di almeno un terzo rispetto all’attuale dislivello dei distinti al Matusa; la copertura di circa 2 mila dei 4.600 posti della tribuna centrale che venne abbattuta dalla precipitazione nevosa del febbraio 2012. Anche in quel caso abbiamo provveduto alla rimozione preliminare dei relitti, escogitando la vendita a terzi dei materiali riciclabili in metallo con un risparmio per il Comune di circa 300 mila euro».
Lo stato delle lavorazioni
«Sul piano dello stato delle lavorazioni - aggiunge Ottaviani - si registra l’ultimazione della battitura dei piani di tutto l’impianto, terminata la scorsa settimana, oltre che delle demolizioni di tutte quelle opere posticce tra il rettangolo di gioco e il perimetro dello stadio che necessitavano di particolare oculatezza per non pregiudicarne l’assetto strutturale. Sono state formalizzate al Genio civile le richieste di autorizzazioni alla continuazione dei lavori per il passaggio alla fase delle trivellazioni e delle collocazioni del cemento armato e riteniamo entro qualche giorno di ricevere il relativo via libera. Contestualmente, l’impresa che si occupa della fornitura delle tribune per circa 8 mila posti ha ultimato la fase tecnica preparatoria e sta passando ora a quella di lavorazione in senso stretto per poi giungere a quella della collocazione sulle platee di cemento armato. La terza impresa dovrebbe iniziare nel giro di qualche settimana alla cantierizzazione dell’area alle spalle della tribuna centrale per la costruzione in loco della copertura di oltre mille metri quadrati che verrà poi alzata a 20 metri di altezza e strallata dalla struttura centrale con due gru da 400 quintali ognuna».
La consegna
«In autunno - conferma il sindaco - dovremmo consegnare le opere di nostra competenza al gestore, che sarà incaricato di ultimare l’impianto con gli ulteriori 4 mila posti, indispensabili per la serie A e con le altre opere accessorie. Una volta terminate le procedure attualmente in corso per l’adeguamento del Matusa ci sarà anche la tranquillità per affrontare con la compagine sportiva il livello di interessamento nella gestione, parziale o completa, del nuovo impianto del Casaleno, tenuto conto del fatto che in Italia i Comuni non sono in grado con risorse esclusivamente proprie di finanziare indirettamente le squadre che militano nella massima serie». E conclude: «Mi sia permessa una considerazione che è più sociologica che sportiva: la realtà calcistica del Carpi, che ha avuto le stesse nostre problematiche al momento della promozione in serie A, ha dovuto a malincuore scegliere di migrare altrove, non avendo ricevuto alcuna programmazione o contributo infrastrutturale da parte del Comune di Carpi. Gli opinionisti della città romagnola non solo si sono ben guardati dall’infierire sulla squadra di calcio e sul Comune, ma anzi hanno preso ad esempio gli enormi sforzi di programmazione e di efficienza che il Comune di Frosinone sta portando avanti da un anno a questa parte, pur con mille difficoltà finanziarie. Una volta tanto stiamo dimostrando che anche al Centro Sud ci sono realtà innovative. Siamo fiduciosi e orgogliosi del lavoro svolto dai nostri uffici e della grande collaborazione con la compagine sportiva, che non è lunare ma proviene a pieno titolo dal nostro territorio».

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