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Rapina in gioielleria: assolto il terzo uomo

Vallecorsa

A distanza di quattro anni, resta la paura negli occhi dei due anziani gioiellieri di Vallecorsa, vittime di una violenta rapina. Era il 1 ottobre del 2012 quando tre rapinatori, di cui due incappucciati, fecero irruzione nell’esercizio commerciale. Puntarono la pistola alla testa della donna e sbatterono a terra l’uomo, rompendogli così gli occhiali. Quindi li legarono con delle fascette, portando via oro, gioielli e preziosi per un bottino di oltre mezzo milione di euro.

I due incappucciati furono presi subito dai carabinieri, il primo a Ceccano, qualche ora dopo il colpo, l’altro in piena notte a Frosinone. Il terzo uomo, quello entrato con una scusa in gioielleria, venne arrestato un anno e mezzo dopo, riconosciuto in una foto dalle stesse vittime.

Si tratta del 36enne ceccanese D.I., che è stato difeso dall’avvocato Giampiero Vellucci. Martedì l’uomo è stato processato. In tribunale si è deciso per il riconoscimento dell’imputato da parte delle vittime. Non prima che queste raccontassero l’aggressione subita con le pistole puntate, le fascette per immobilizzarli, la carta messa in bocca alla donna, che rischiò di soffocare.

Poi il riconoscimento vero e proprio. Ma a distanza di tanto tempo dal fatto, i due anziani non sono stati in grado di riconoscere il terzo rapinatore. L’unico a entrare a volto scoperto. Che qualche giorno prima del colpo era stato in gioielleria, per un sopralluogo, con la scusa di vedere delle catenine in oro.

Alla luce di ciò lo stesso pubblico ministero ha chiesto l’assoluzione di D.I. E il tribunale così ha fatto, mandando assolto il terzo uomo. Gli altri due, invece, sono stati già condannati.

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