Il giornale di oggi

abbonati

sfoglia

Martedì 06 Dicembre 2016

Meteo Frosinone









Prigioniero nel corpo sbagliato
Il Tribunale da l'ok per il cambio di sesso

Il Tribunale di Cassino

0

Prigioniero nel corpo sbagliato
Il Tribunale da l'ok per il cambio di sesso

Cassino

“Prigioniero in un corpo sbagliato”. Un ventenne del Cassinate intraprende una lunga e difficile battaglia giudiziaria e vince ottenendo l’ok del Tribunale per diventare donna.

La decisione presa non di certo a cuor leggero dalla Sezione civile del Tribunale di Cassino presieduta dal dottor Ghionni, tra le prime del Cassinate, rappresenta quello che tecnicamente è conosciuto come “rettificazione di attribuzione di sesso”.
Una sentenza, quella emessa pochissimi giorni fa, che va a braccetto con la decisione storica della Cassazione - pressoché contemporanea alla prima - che prevede il cambio di sesso anagrafico senza intervento chirurgico: una vera e propria rivoluzione di certo non indifferente alla ventenne cassinate, ora in lista d’attesa per l’operazione e già pronta a cambiare anche la carta d’identità. La battaglia di Claudia (nome di fantasia, ndr) per diventare donna non è stata affatto facile. Affidandosi agli avvocati Gianluca Ciaraldi e Igor Fonte, sin dalla sua adolescenza Claudia ha espresso con fermezza la volontà di diventare una donna a tutti gli effetti dal momento che nei panni di una bellissima ragazza, lui, c’era già. Ci sono voluti quasi due anni, uno soltanto per il pronunciamento del Tribunale, per stabilire che quei comportamenti «marcatamente femminili rivelavano un disagio e un malessere emotivo sin dall’adolescenza, anche in considerazione dei riflessi negativi nelle relazioni sociali e familiari». Si è reso necessario, dunque, anche a seguito della perizia medica richiesta e effettuata da uno specialista neurologo e psichiatra (stante la giovanissima età) approfondire ogni singolo aspetto di una questione delicatissima. Anche il Pm, attestato «l’adeguato grado di maturità psico affettiva e l’appropriata consapevolezza del trattamento sanitario richiesto» non ha potuto far altro che accogliere la domanda ed esprimere parere favorevole. Il ricorso proposto dagli avvocati Ciaraldi e Fonte rappresenta uno dei primi casi positivi di tutto il Cassinate dove, sembrerebbe, le domande in tal senso non sono neppure poche. Ciò che occorre dimostrare, come accaduto per la studentessa del Cassinate, è una forte motivazione che superi pulsioni emotive passeggere o superficiali.
Che l’identità sessuale non sia così facilmente sondabile da una scienza esatta sembrerebbe essersene resa conto anche la Cassazione che con la sentenza dei giorni scorsi ha cambiato radicalmente il modo di passare da “uomo a donna e viceversa senza bisturi”, evidenziando uno degli elementi più importanti del transessualismo: la chirurgia non è la soluzione, ma «un eventuale ausilio per il benessere della persona».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400