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Lunedì 05 Dicembre 2016

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L'urbanistica passa in consiglio
Ottaviani: investimenti per 50 milioni

Il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani

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L'urbanistica passa in consiglio
Ottaviani: investimenti per 50 milioni

Frosinone

Via libera al pacchetto urbanistico.

Nella seduta consiliare terminata alle due del mattino il Consiglio ha approvato «una serie di pratiche urbanistiche - come si legge in una nota del Comune - che la città attendeva da oltre quarant'anni, per la riqualificazione di una vasta area del territorio, ricompresa nella zona B del vecchio Prg». Ancora: «In particolare, sono stati approvati sei interventi di compartecipazione pubblico-privato, che comporteranno una cessione di 5.800 metri quadrati di aree in favore del Comune di Frosinone, per realizzare piazze, parcheggi e verde, a fronte di superfici edificabili in favore dei privati di circa 21.000 metri quadrati. Inoltre, a seguito delle nuove realizzazioni urbane, si sbloccheranno investimenti per circa 50.000.000 di euro, con l'incasso di circa 1.500.000 di euro per il Comune di Frosinone, quale contributo di costruzione ed oneri urbanistici e concessori. Infine, il 10% del contributo di costruzione, pari a circa 150.000 euro, sarà destinato alla sistemazione delle aree verdi nel parco dell'acqua, in zona viale Roma, e sulla fascia prospiciente il fiume Cosa, ai piedi della stazione di valle dell'ascensore inclinato».
Il sindaco Nicola Ottaviani dichiara: «Il pacchetto urbanistico vagliato dal consiglio comunale colma il gap edificatorio lasciato dal vecchio Prg, datato ormai quarant’anni, nella zona compresa tra via Aldo Moro, piazzale De Matthaeis, via Tiburtina e via Maria. Grazie allo strumento dell'articolo 28 bis vengono sbloccate risorse private che rischiavano di spostarsi verso gli altri Comuni del circondario, facendo venir meno finanziamenti importanti per la riqualificazione urbanistica ed ambientale. A breve saranno valutate altre proposte di compartecipazione pubblico - privato, essenziali per lo sviluppo in periodi in cui i finanziamenti regionali e statali continuano ad essere ridotti».
Aggiunge Ottaviani: «Dopo la confusione che si era creata di recente sulle terme romane abbiamo adottato una delibera con la quale viene disposta la riapertura dell'impianto termale e degli altri reperti archeologici presenti sull'area posta a ridosso della Villa Comunale. Inoltre, è stato chiarito con grafici e tavole catastali che l'intervento edilizio proposto da un privato sulla particella n. 159 non riguarda l'area delle terme romane, ma un altro sito che la Sovrintendenza per i Beni Archeologici e la Direzione Regionale competente non hanno ritenuto di interesse archeologico. Abbiamo, comunque, imposto al privato la tutela e la salvaguardia di qualsiasi reperto che dovesse emergere nel corso della cantierizzazione che riguarda un'area, purtroppo, qualificata come edificabile dal Prg e ribadita come tale, appunto edificabile, dalle Amministrazioni comunali del 2004 e del 2011. Per questo motivo, in controtendenza rispetto al passato, abbiamo deliberato la riapertura dei reperti delle terme romane, attraverso il finanziamento del nuovo progetto di un privato, riportando alla luce quei resti sui quali in passato vennero stesi asfalto e cemento. Il patrimonio archeologico appartiene all'intera collettività e non è permesso ad alcuna Amministrazione di “abbelarlo”, per utilizzare uno slang neologico».
Critiche al cartello esposto dal Sindaco e dai consiglieri di maggioranza arrivano da Oltre L’Occidente e Il cittadino Volsco. Scrivono: «Che la delibera di spregio per le terme romane e di indifferenza verso un desiderio di appartenenza storica della città fosse approvata, non era scontato, ma certamente prevedibile. Che a tale approvazione seguissero da parte dei consiglieri di maggioranza la derisione del pubblico presente, questo sicuramente era impensabile».

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