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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Imprenditore molestava la baby sitter
Condannato ad un anno e due mesi

Il tribunale di Frosinone

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Imprenditore molestava la baby sitter
Condannato ad un anno e due mesi

Alatri

Molestie sessuali. Mani che si allungano sulle parti intime di giovani donne indifese.

Le vittime sono una baby-sitter e una ragazzina. Due storie, entrambe verificatesi nel territorio di Alatri, che ieri sono finite all’esame del tribunale di Frosinone.
Nel primo caso, quello che ha come vittima la bambinaia, si è concluso con la condanna a un anno e due mesi, più il risarcimento danni da quantificare in sede civile, del molestatore. Tre anni fa l’uomo un imprenditore quarantenne della zona di Alatri era stato rinviato a giudizio per violenza sessuale. Qualche tempo prima aveva assunto, per sostituire la moglie nell’accudire il figlio, una baby-sitter, ma evidentemente - come ha sostenuto l’accusa - aveva inteso sostituirla in toto. Stando a quanto denunciato dalla ragazza, all’epoca dei fatti 19enne, costituitasi parte civile attraverso l’avvocato Nicola Ottaviani, mentre era intenta ad accudire il bimbo, l’imprenditore l’avrebbe toccata nelle parti intime. In base alla sua ricostruzione, mentre teneva in braccio il piccolo, il padre si sarebbe avvicinato alle spalle palpandole il seno e le parti basse. La ragazza per non far cadere il bimbo avrebbe subito il tutto in silenzio. Una versione ritenuta credibile dal tribunale di Frosinone che ieri ha emesso la sentenza di condanna nei confronti dell’uomo. Subito dopo l’aggressione, la ragazza, infatti, si era recata negli uffici della squadra mobile di Frosinone per denunciare l’accaduto.
Altra storia, invece, è quella che vede una ragazza vittima delle morbose attenzione del padre, sin da quando aveva sette anni. Per dieci lunghi anni, secondo le accuse, un manovale di Alatri avrebbe molestato la figlia, toccandola nelle parti intime, facendosi a sua volta toccare e costringendo la minore a vedere con lui film a luci rosse. In più, oltre alla violenza sessuale, l’uomo è accusato di maltrattamenti in famiglia. Una vicenda travagliata quella della ragazza, aiutata dalla zia che, nel sonno, aveva sentito la ragazza lamentarsi e chiedere al padre di non toccarla più. Da lì la zia era riuscita a registrare una sorta di denuncia e poi aveva convinto la ragazza a registrare il padre mentre la molestava. Le indagini sono state difficili, anche perché nel frattempo la presunta vittima aveva avuto altri problemi. Lo shock le avrebbe provocato l’anoressia. Ieri, infatti, nel tribunale di Frosinone sono stati sentiti due psicologi che hanno avuto in cura la ragazza. E che hanno raccontato di averla curata, dando per scontato che fosse vittima di violenze, senza chiederle nulla in proposito proprio per evitare pericolose ricadute. La giovane si è costituita parte civile attraverso l’avvocato Vincenzo Galione, mentre l’imputato, che è difeso dall’avvocato Enrico Pavia, continua a professarsi innocente.

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