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Ex Latermusto: un incontro per fare chiarezza sul delicato caso
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Ex Latermusto: un incontro per fare chiarezza sul delicato caso

San Vittore

La condanna a un pignoramento di quasi un milione di euro, il problema ambientale e la questione della bonifica: è il caso della ex Latermusto, che da decenni aleggia su San Vittore del Lazio. Nei giorni scorsi la sala consiliare del Comune ha ospitato l’evento organizzato dall’amministrazione per comprendere le dinamiche di un caso, ecologico ed economico, che da tempo tiene in scacco la città. Sono stati affrontati diversi aspetti: economico, ambientale, amministrativo e la questione delicatissima della bonifica.

Al tavolo dei relatori anche l’avvocato De Iorio che tutela tecnicamente il caso e l’ingegner Capuano proprietario del sito. A prendere in mano la situazione il sindaco, Nadia Bucci,che ha fatto lo storico della vicenda e i possibili “colpevoli”.

«Partiamo dal 2014 - spiega la Bucci - il 29 maggio di quell’anno il segretario comunale mi consegnò il lodo arbitrale con la condanna a risarcire la Akron Spa di Brescia per un importo di 948.000 euro, il lodo, che andava impugnato, come chiarito dalla sentenza della Corte di Appello entro il 4 maggio 2014. All’epoca in Comune - evidenzia - amministravano altri e mi rammarico che in campagna elettorale queste persone non abbiano ritenuto corretto intraprendere azioni e informare la cittadinanza, magari per non compromettere i consensi che ritenevano di avere dalla loro».

Una cifra importante per le casse sanvittoresi, ma alla fine si è giunti alla decisione dia transare per la somma di 800.000 euro, spalmati in quattro rate. «È chiaro che una tal somma - aggiunge la Bucci - può indurre a valutazioni negative, ma bisogna tener conto che il nostro è un risultato ottimale».

Chiarificatore l’intervento dell’avvocato Di Iorio - dopo l’esaustivo excursus dell’assessore D’Orsi sul Piano di caratterizzazione per la bonifica stessa - sul lato giudiziario della bonifica ambientale del sito: «Il Codice dell’Ambiente che ha soppiantato per intero il vecchio Decreto Ronchi del ‘97 - illustra - è materia complessa,che è giunta fino al vaglio della Corte europea di Giustizia; tuttavia posso garantire che la giunta insediatasi ha dato un punto di svolta a una vicenda che si è trascinata per decenni. Posso affermare che in passato si sono intrecciate più questioni; pesante eredità che la nuova giunta ha ricevuto e che ha richiesto una notevole ricognizione documentale. Primo passo da compiere sarà la caratterizzazione del sito, caratterizzazione che verrà affidata a un istituto universitario che avrà metodi, protocolli e competenze necessarie a fornire un quadro esaustivo sulle misure da adottare e, in particolare, come strumento per tranquillizzare una volta per tutte la cittadinanza».

Lo stesso ingegner Capuano, sedutosi al tavolo dei relatori, ha esposto poi i termini dell’appalto: «Il progetto aveva un titolo che enunciava la bonifica, ma che in realtà era solo una messa in sicurezza in “big bag”, il tutto per un importo di 900.000 euro».

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