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Martedì 06 Dicembre 2016

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Tifosi “schedati ” all'arrivo a Napoli, scatta l’esposto
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Tifosi “schedati ” all'arrivo a Napoli, scatta l’esposto

Frosinone

Un esposto-denuncia contro il fotosegnalamento preventivo dei tifosi di Frosinone. Lo ha annunciato il sindaco Nicola Ottaviani all’indomani di quanto accaduto ai 550 supporter canarini che, sabato, avevano deciso di seguire la propria squadra nell’ultima gara di serie A.

La gara era stata etichettata ad alto rischio dall’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, ma mai i ciociari giunti nel capoluogo partenopeo avrebbero immaginato di essere trattati come pericolosi criminali. Già lungo il percorso sono iniziati i primi di una lunga serie di controlli che, di fatto, hanno comportato l’ingresso nello stadio praticamente alla mezzora di gioco.

«Alla barriera di Napoli siamo stati fermi per tre quarti d’ora - racconta Gerardo D’Aprile che insieme a Marcello Nanogidis aveva organizzato la trasferta dei club Benito Stirpe e Fedelissimi - Poi ci hanno fatto ripartire e ci hanno rifermato quattro chilometri dopo. Ci hanno chiesto di scendere e di fare le foto con in mano la tessera del tifoso».

A nulla è servito spiegare che al momento dell’acquisto del biglietto serviva la tessera del tifoso e che il controllo sarebbe stato ripetuto ai tornelli. «Hanno preteso di fare questo controllo - continua D’Aprile - Solo che abbiamo ottenuto, dietro minaccia di denuncia, che i minori non venissero fotografati. Poi gli agenti sono saliti sul pullman, forse speravano di trovare bombe carta, ma hanno trovato panini e bottigliette d’acqua, che ci hanno gettato nel piazzale impedendoci di proseguire il viaggio con l’acqua. Ci hanno anche chiesto di toglierci le cinte. Alla fine siamo entrati allo stadio alle 21.15 e siamo usciti solo alle 23.45. Per tornare a casa alle 2.40. Pensate che da Genova siamo rientrati a Frosinone a mezzanotte e mezza». Eppure nelle altre trasferte mai era successa una cosa simile.

Anche Ottaviani è stato investito della questione e dichiara: «Come sindaco oltre che come avvocato per conto di una serie di tifosi che sabato erano a Napoli presenterò un esposto-denuncia contro alcuni addetti delle forze dell’ordine che secondo noi hanno commesso rilevanti violazioni come abuso d’ufficio, violenza privata e violazione della privacy. Di fatto, pur muniti della tessera del tifoso, sono stati fotosegnalati. Inoltre ai tifosi è stato impedito di portare le bottigliette d’acqua fino allo stadio. Questa situazione, se provata dalle registrazioni e testimonianze che in queste ore stiamo raccogliendo, determina una grave compressione della libertà di movimento».

Questa attività, a parere del sindaco, ha comportato «ad una fotosegnalazione preventiva e di massa irragionevole e ghettizzante. Nel corso di questa splendida stagione in A, la squadra di calcio e la compagine societaria con in primis il presidente Stirpe hanno dovuto tollerare una serie di torti arbitrali senza protestare adeguatamente per evitare di far passare la nostra squadra come il capro espiatorio di tutta l’ipocrisia che gira all’interno della Lega.

A questo punto però, anche alla luce di quello accaduto a Firenze, quando ai nostri tifosi fu negata la trasferta, e la settimana successiva i tifosi della Roma arrivarono fino alle porte di Santa Maria Novella, un comune capoluogo non può tollerare un ulteriore schiaffo alla dignità della propria tifoseria e all’identità di un territorio, che già si è dimostrato tra i più civili in Italia, non soltanto al momento di applaudire i propri beniamini al ritorno in serie B. Per questo, siamo obbligati a presentare un esposto denuncia presso la Procura della Repubblica di Napoli, visto che, grazie al cielo, l’avvocato, lo abbiamo a disposizione gratuitamente»

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