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Morte di Cesare Iori, le indagini portano alla luce la verità
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Morte di Cesare Iori, le indagini
portano alla luce la verità

Boville Ernica

Giustizia per Cesare Iori. Una morte misteriosa seguita dalla sparizione di una parte della documentazione. Una vicenda che rischiava di essere archiviata definitivamente ma che grazie alla competenza di avvocati e investigatori privati, è giunta ad una svolta. Cesare Iori troverà finalmente pace. Merito del coraggio di sua moglie, Tamara Picarazzi, che da sola ha cercato e trovato quella verità che qualcuno aveva cercato di insabbiare. La vicenda rischiava di essere archiviata, nonostante una serie di anomalie alle quali nessuno era riuscito a dare spiegazioni già in fase di indagine.

La ricostruzione

Era il 27 agosto del 2005. Cesare Iori stava transitando a bordo di uno scooter non di sua proprietà lungo la strada provinciale Sant’Angelo in Villa-Strangolagalli quando all’altezza di Casavitola, per cause rimaste a lungo ignote, cadde rovinosamente a terra. Subito si attivarono i soccorsi. Un’eliambulanza trasferì il giovane al San Camillo di Roma dove a causa delle gravi ferite riportate finì in coma vegetativo. Gli ultimi suoi anni di vita Cesare li trascorse a Cassino, dove si spense assistito dalle cure amorevoli della moglie e della figlioletta. Era il 2008. Tre anni di calvario senza conoscere la verità dei fatti. Troppe cose non quadravano. Alcuni testimoni dissero che i mezzi coinvolti erano due, ma del secondo non si seppe mai nulla. Alla fine Cesare era morto per sua negligenza. Una verità di comodo mai accettata dalla vedova che decise di rivolgersi ad alcuni legali i quali, purtroppo, fecero ben poco. Fino all’incontro fortunato con gli avvocati Gabriele Scaccia e Marco Cianfrocca che nel 2013 misero in azione una serie di procedimenti grazie ai quali, dopo undici lunghi anni, Tamara e sua figlia potranno finalmente ottenere il giusto risarcimento economico, ma anche e soprattutto giustizia per un padre e un marito la cui memoria è stata offesa brutalmente.

La svolta si è avuta negli ultimi cinque mesi. Un gruppo di investigatori londinesi, coordinati dall’avvocato Alfredo Scaccia, è riuscito a ricostruire ogni elemento utile all’accertamento della verità. È stata intanto diffidata la Consap Spa, gestore fondo di garanzia, alla quale è stato richiesto e motivato un danno di 3.350.684 euro. La documentazione investigativa acquisita dallo studio legale di Londra è risultata sufficientemente probatoria per la proposizione dell’azione risarcitoria. È stato accertato che Cesare Iori fu vittima della strada e che ignoti lo fecero cadere, urtando lo specchietto sinistro dello scooter sul quale viaggiava. Tamara oggi può sentirsi sollevata. È intanto pronta la richiesta per il tentativo di conciliazione con la Consap che i legali di fiducia, Scaccia e Cianfrocca, depositeranno a giorni.

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