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Valle del Sacco e tumori
I rischi sono sempre più alti
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Valle del Sacco e tumori
I rischi sono sempre più alti

Anagni/Ceccaco

Il Lindano, un sottoprodotto del Betaesaclorociclosano, può provocare il cancro.

Lo ha certificato lo Iarc, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro. A renderlo noto è l’associazione Retuvasa che avverte: «Cambia il quadro di riferimento sui possibili effetti della contaminazione nella Valle del Sacco, sappiamo per certo che i cittadini della Valle del Sacco sono stati contaminati da Beta-esaclorocicloesano». Nella Valle del Sacco, tale sostanza, ricorda Retuvasa, «è stata riscontrata, dagli studi epidemiologici, in un’alta percentuale di popolazione, 137 persone su 246 nella prima indagine, confermata nel rapporto di sorveglianza successivo su un numero più rappresentativo di campioni, circa 800». La novità rispetto al passato è i rischi non sono più considerati soltanto potenziali. «Ci troviamo di fronte - scrive ancora Retuvasa - ad una evoluzione in negativo sui possibili effetti da esposizione al pesticida prodotto dalla Snia BPD nei passati decenni, sotterrato nel comprensorio industriale di Colleferro, migrato nel fiume Sacco le cui acque utilizzate per irrigare i campi hanno determinato bioaccumulo nel ciclo alimentare, di conseguenza in quello biologico». Secondo l’associazione «si potranno e si dovranno fare ulteriori ricerche per spiegare gli alti tassi di incidenza tumorali descritti negli studi epidemiologici e utilizzati dallo studio Sentieri, tenendo sempre presente che a Colleferro i pesticidi e di conseguenza gli scarti industriali si accompagnavano con le produzione chimico e belliche, oltre all’amianto utilizzato per le carrozze ferroviarie. Lo studio Sentieri nel 2011 concludeva così: nel complesso nel SIN del Bacino del Sacco si è osservato un eccesso di mortalità per tutte le cause». È necessario, conclude Retuvasa, avere «un sistema sanitario che ci permetta di condividere le esperienze e le conoscenze, la salute e la malattia, un sistema sanitario che si apra alla partecipazione dei cittadini, che apra le proprie porte e sia trasparente nel suo funzionamento, in ogni sua articolazione dai medici di base, agli ambulatori ai reparti più sofisticati».

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