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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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La disoccupazione dilaga: è allarme 
in Ciociaria

E' allarme disoccupazione in Ciociaria

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La disoccupazione dilaga: è allarme
in Ciociaria

Gli iscritti ai Centri per l’impiego della provincia di Frosinone continuano ad aumentare.

Sono 123.744, ben 1.491 in più rispetto ad un mese fa, quando ammontavano a 122.253. Il dato si spiega anche con la reiscrizione dei precari della scuola, nell’ordine di almeno 500 unità. Per il resto, però, il trend non si inverte. Anzi. Bisogna poi sempre tener presente che in provincia di Frosinone ci sono meno di 500.000 residenti. Il che vuol dire che uno su quattro è iscritto ai Centri per l’Impiego. Dei 123.744, gli uomini sono 56.777, le donne 66.967.
Va detto che i numeri dei Centri per l’Impiego contengono sia quelli che non hanno mai lavorato che coloro i quali il posto di lavoro lo hanno perso.
Si tratta comunque dell’ennesimo segnale negativo, considerando che anche l’Eures ha recentemente sentenziato come in provincia di Frosinone, tra il 2013 ed il 2014, i disoccupati sono aumentati del 27,5%. Mentre nella provincia di Latina la crescita è stata pari al 6,5%. Il tasso di disoccupazione totale nel Lazio, arriva a quota 12,5%. Sempre secondo l’Eures in provincia di Frosinone i disoccupati veri e propri sono 35.600, con un tasso percentuale pari al 18,5%. In una nota si argomenta: «Se il focus viene svolto sulle sole donne, la situazione si ribalta: Latina prima con il 19,1% e Frosinone seconda al 18,9%. Questo valore si calcola dividendo il numero delle persone in cerca di lavoro con la forza lavoro totale, per poi moltiplicarla per cento.
Il vero dramma, riguarda la disoccupazione giovanile, che nella regione è pari al 49%. Nella componente giovanile, il tasso di Frosinone è secondo solo a Viterbo e si attesta al 50,8%, mentre Latina è l’ultima in classifica, con il 45,8%. Analizzando la situazione dei Neet, ovvero di quei giovani tra 15 e 29 anni che non studiano, non lavorano e neanche cercano un’occupazione, nel Lazio il tasso è pari al 24,3%: ovvero un quarto di questi ragazzi e ragazze.
Qualche segnale positivo arriva dal fronte dell’occupazione, con il tasso che aumenta del 3,4%. Questo tasso si calcola dividendo il numero totale degli occupati per la popolazione, moltiplicando il tutto per cento. Tale aumento non coinvolge però i giovani tra i 15 ed i 24 anni, il cui tasso scende di 8,6 punti percentuali. Cresce invece in tutte le altre fasce d’età, con un trend maggiore tra gli over 65: nulla di positivo, è solo un risultato dell’aumento dell’età pensionabile».
La situazione resta critica in provincia di Frosinone.
Ma nel report annuale sull'occupazione e la dinamica salariale della Commissione europea, “battuto” dalla Reuters, si legge: «Le condizioni del mercato nel lavoro nei paesi dell'Unione europea mostrano segnali di miglioramento, in larga parte dovuti alla riduzione dei tagli agli organici, ma in Francia e in Italia il tasso di disoccupazione si dimostra più persistente».
«A partire dal 2013, e più chiaramente nel 2014, le condizioni del mercato del lavoro nei paesi dell'Unione europea hanno smesso di divergere - dice il documento -, notando come la discesa del tasso di disoccupazione abbia interessato le repubbliche baltiche l'Ungheria ma anche i paesi più colpiti dalla crisi del debito sovrano, come Irlanda, Portogallo, Spagna».
Ancora: «Verso la fine del 2014 e l'inizio del 2015 segnali di svolta positiva si sono visti anche in Grecia e a Cipro, mentre in alcuni dei paesi con tassi di disoccupazione oltre il 10%, come Francia e Italia, la disoccupazione sembra essere più persistente.
Secondo la Commissione europea, il segmento di lavoratori più esposto al rischio di disoccupazione di lungo termine è in Italia quello degli over 55. Nella misura in cui è meno probabile per i lavoratori più anziani essere riocccupati rispetto a quelli più giovani, la possibilità che tale disoccupazione di lungo termine diventi strutturale è più grande in Italia che negli altri paesi». Certamente, però, in materia di lavoro non può valere il motto del “mal comune, mezzo gaudio”. A fine 2014 gli iscritti ai Centri per l’Impiego della provincia di Frosinone erano 120.739. In pochi mesi l’aumento è stato notevole.
Inoltre, sempre con riferimento all’anno scorso, il saldo tra assunzioni e cessazioni è stato negativo, di 1.023 unità. Infatti sono state registrate 75.612 assunzioni e 76.635 licenziamenti.
Come dati estremi spiccano, come si legge in una relazione, l’esplosione dei tirocini del + 71,93% e il crollo del contratto di apprendistato, con la diminuzione del - 21,47%.
Insomma, in Ciociaria situazione assai critica.

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