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L'ingresso delle Terme di Fiuggi

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Terme, accordo in alto mare: fumata nera tra azienda e lavoratori

Fiuggi

Nulla di fatto e appuntamento nuovamente fissato per il 5 maggio prossimo. È quanto emerso nell’incontro di giovedì scorso nella Direzione provinciale del Lavoro di Frosinone dove 25 dei 33 lavoratori delle Terme di Fiuggi licenziati nei giorni scorsi erano stati convocati per il tentativo di conciliazione, assistiti dagli avvocati Giampaolo Marrazzo, Paola Cerrito, Tiziana Sodani e Samantha Roma, tutti impegnati tra i cavilli legali e dopo mesi estenuanti trattative, nel portare a casa il risultato migliore per i lavoratori loro assistiti. Per l’azienda erano presenti i consulenti esterni Stefano Gualdi, Roberto Felli e l’avvocato Marini, assente l’amministratore unico Francesco Pannone.

Qui è andato in scena il peggiore dei drammi, dove al di là de tecnicismi e della indiscussa abilità di Stefano Gualdi che in gioco ha messo tutto il suo mestiere nel tentare di arginare il fiume in piena le parti si sono ritrovate innanzi al peggiore dei drammi. Nelle casse aziendali a giovedì scorso non c’erano le risorse finanziarie, poche decine di migliaia di euro, necessarie ad onorare l’impegno assunto con i lavoratori sulla scorta di un accordo che di fatto accoglie tutte le richieste aziendali con i lavoratori presenti che obtorto collo si erano detti pronti a sottoscriverlo.

Apriti cielo, davanti allo stupore generale sono tutti saltati sulle sedie e com’era facile prevedere la notizia è giunta a Fiuggi ancor prima dei lavoratori aprendo scenari nuovi e per certi versi ancora più inquietanti, dove non è certo che l’azienda il 5 maggio prossimo potrà ancora contare sulle adesioni di giovedì scorso. Ora chi scrive di questi incontri ne ha vissuti tantissimi in ogni angolo d’Italia, mai però gli era capitato di vedere consulenti aziendali inviati “al macello” così come giovedì scorso impossibilitati nell’adempiere alla loro offerta.

Tutto questo con le udienze già fissate alla corte di Appello di Roma il prossimo 11 maggio. Con i legali dei lavoratori che ieri in una improvvisata assemblea hanno ribadito la ferma convinzione sul fatto che le sentenze del giudice del lavoro di primo grado non potranno che essere confermate anche in Corte di Appello. Qui gli auguri all’azienda e al Comune di Fiuggi sono d’obbligo, perché se così sarà allora l’unica strada a disposizione resta quella del concordato preventivo, l’anticamera del fallimento e chi tutto questo ha voluto e determinato dovrà andare a spiegare alla città di Fiuggi ancor prima che alla Corte dei Conti ed in altre sedi giudiziaria come sia potuto succedere.

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