Il giornale di oggi

abbonati

sfoglia

Mercoledì 07 Dicembre 2016

Meteo Frosinone









L'acqua nei canali diventa rossa: è allarme
0

L'acqua nei canali diventa rossa: è allarme

Cassino

Acqua rossa dai canali in via Sferracavalli, a pochi metri da distese verdi di campi coltivati a biada e grano. Gli stessi su cui, non di rado, pascolano greggi indisturbate in una piccola oasi di tranquillità che fin’ora tutti credevano incontaminata. Ma le foto scattate da un residente durante il suo giro in bici hanno fatto saltare ogni certezza: acqua rossa dai canali di scolo. Una colorazione anomala che, purtroppo, non fa presagire nulla di buono.

L’ultima volta che gli ambientalisti si sono trovati a fare i conti con la stessa surreale colorazione risale agli esami posti in essere sulle acque dei pozzi di Nocione: esami che poi confermeranno la presenza di metalli pesanti tanto da interdire, con ordinanza del sindaco, persino il pascolo in quelle aree. In questo caso è di sicuro oltremodo prematuro poter indicare a cosa sia legata la strana presenza di quel rosso ruggine nel canale che porta al vecchio fiume Rapido, come i cassinati lo definiscono. Eppure la paura di trovarsi di fronte a nuovi veleni si è fatta già strada.

Le ipotesi

Al momento, fino a che l’Arpa o chi per essa effettuerà mirate analisi delle acque, le ipotesi restano tutte aperte. Si potrebbe pensare, ad esempio, che le abbondanti piogge - così come registrato nel Ferrarese - abbiano dilavato il terreno colorando in questo modo l’acqua. Ma se così fosse, comunque, dovrebbe essere comprovata una particolare natura del terreno stesso evidenziando che si tratti, ad esempio, di un terreno torboso. Oppure che l’intera zona sia, per sua conformazione, metallifera. Al momento, però, prima ancora che i tecnici competenti possano offrire una qualche spiegazione plausibile appare farsi strada un’altra ipotesi.

Le abbondanti precipitazioni penetrando attraverso spaccature del terreno sarebbero giunte in profondità dove potrebbero trovarsi elementi contaminanti, o quantomeno pericolosi, poi venuti fuori dai canali di scolo. E se così fosse, resterebbe l’inquietante interrogativo legato a cosa o a chi abbia potuto generare l’ennesimo scempio ambientale.

Ambientalisti all’attacco

In apparenza in questa stessa zona caratterizzata da coltivazioni lussureggianti e da ampi spazi verdi non vi sono insediamenti industriali tali da poter giustificare qualche sversamento illecito. Per questo molti hanno pensato che la colorazione rossastra delle acque possa di fatto essere riferita a rifiuti interrati. Magari gli stessi che a non molta distanza hanno contaminato Nocione e - forse - anche via San Leonardo Filieri. I membri della Consulta dell’Ambiente di Cassino e in particolar modo Edoardo Grossi non hanno perso tempo. Dopo l’importante segnalazione si sono rivolti alla Guardia di Finanza che già si sta occupando con solerzia di altri delicati casi. E ora si attendono con ansia i primi fondamentali riscontri.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400