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Offese ai vigili urbani: da oggi si può evitare il processo

Gli insulti che ignoti hanno voluto “dedicare” alla polizia municipale si trovano persino sulla saracinesca dell’autorimessa della città martire

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Offese ai vigili urbani: da oggi si può evitare il processo

Cassino

Se in casi estremi, di vita o di morte, il “vaffa” al vigile è stato legittimato anche dalla Cassazione, in casi normali rappresenta - oltre che un esempio di pessimo gusto – un’offesa a tutto tondo che sfocia nel penale. Da oggi però, sempre la Cassazione, fornisce agli automobilisti “incontinenti” una scappatoia, sebbene onerosa: 5000 euro di risarcimento dopo un “vaffa” liberatorio. Più quelli - da quantificare in separata sede - per l’agente disonorato.

Ora, dunque, si può rimediare al fatto di aver mandato a quel paese un agente di polizia che ha appena comminato una multa evitando il processo. Ma non senza mettere mano al portafogli.

Il turpiloquio cassinate

A Cassino l’offesa facile non è certo una novità. Dall’imprecazione tra i denti dei più “contenuti” al celebre gesto dell’ombrello fino a insulti affatto light. I vigili urbani – e anche gli ausiliari – sono quotidianamente bersagliati da automobilisti insofferenti alle regole.

Auto parcheggiate sui marciapiedi o nei posteggi riservati ai portatori di handicap, suv sugli incroci e in tripla fila: difficilmente si ammette che, forse, la multa elevata ci sta proprio tutta. Anzi, accanto a una minoranza etnica di cittadini perbene (che se pagano sbagliano) e ormai in via d’estinzione, l’esercito dei maleducati aumenta a dismisura ogni giorno. Con picchi di vera e propria aggressività fino alle minacce.

Non sono mancanti negli anni passati anche alcuni casi di violenza fisica riservati alle divise cassinati, con denunce a valanga. Nel 2011 addirittura si arrivò all’arresto dell’automobilista che, contrariato dalla sanzione, aveva messo le mani al collo dell’agente della Municipale, mandandolo in ospedale in una gremita piazza Diamare. Atteggiamenti aggressivi e vessatori che, purtroppo, rappresentano quasi la normalità delle giornate delle divise del Comando cassinate a cui vengono dedicati epiteti di ogni tipo. Come quello, molto esplicito, lasciato da mani ignote persino sulla saracinesca del deposito mezzi di Cassino.

La legge

Se nel 2010 la Cassazione aveva legittimato il “vaffa estremo”, ovvero quello che vale solo in casi di vita o di morte, portando ad esempio la storia di un cardiochirurgo catanese che mandò a quel paese il vigile pronto a elevargli una sanzione per divieto di sosta con rimozione forzata prima di un intervento urgente, la stessa respinge ogni altra eccezione. In quella particolare situazione i supremi giudici precisarono che la minaccia al “pizzardone” va assolta soltanto nel caso in cui la multa sia stata fatta ad un automobilista che abbia «contingenze prioritarie che prevalgano su ogni altra cosa». Così, nonostante la minaccia (“Fatemi una multa e vi farò vedere l’inferno”) la sentenza di condanna del cardiochirurgo fu annullata. In tutti gli altri casi, invece, l’imputazione resta. Ma la Cassazione, ancora una volta, offre nuovi elementi di studio.

L’oltraggio a Pubblico ufficiale potrebbe non obbligatoriamente aprire le porte di un tribunale se si è pronti a staccare un bel assegno. Dalle ultime notizie pubblicate in merito, infatti, a chi non riesce proprio a tenere a freno la lingua basterà disporre di oltre 5000 euro per estinguere il reato. I soldi andranno all’Ente. Per l’agente offeso servirà una cifra a parte (come contenuto nell’articolo 341 bis del Codice penale): effettuati i versamenti, il gioco è fatto. Una proposta intelligente, forse pensata anche per risanare le casse dei Comuni in dissesto.

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