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Omicidio di Marina Arduini: l'indagato prova a discolparsi a "Chi l'ha Visto?"
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Omicidio di Marina Arduini: l'indagato prova a discolparsi a "Chi l'ha Visto?"

Frosinone - Alatri

Ha scelto i microfoni di “Chi l’ha visto?” per professarsi innocente e raccontare la sua verità in tv sul caso di Marina Arduini. L’imprenditore di Alatri, indagato per omicidio e occultamento di cadavere, per la prima volta ha parlato della commercialista frusinate scomparsa il 19 febbraio del 2007.

Una verità parziale quella dell’imprenditore che, alle domande più scottanti dell’inviata del programma di Rai 3 ha scelto di non rispondere. E che i familiari della donna, presenti in studio, hanno fermamente respinto.

Il programma di Federica Sciarelli è tornato a interessarsi dell’inchiesta mercoledì sera. In studio c’erano il padre Mario, il nipote, la sorella e l’avvocato dell’associazione Penelope Gennaro Gadaleta che si occupa della questione. Ultimamente all’indagato è stata notificata una proroga delle indagini per altri sei mesi. E sarà l’ultima. Ora gli investigatori dovrebbero trovare i tasselli mancanti per imbastire un processo. In tv, intanto, è stato ricostruito il caso.

A cominciare dalla volontà di Marina di denunciare un’intrusione notturna nel suo studio. La sua presunta presenza a Termini il giorno della sparizione con una testimone che dichiarò di averla vista, salvo fornire una descrizione dell’abbigliamento, ritenuta dai familiari incompatibile con i vestiti che quel giorno portava la commercialista. C’è il caso del cellulare che aggancia una cella a Termini, poi a Formia, Gaeta e infine, dà un segnale per l’ultima volta a Salerno alle 17.10.

«È Marina che si sposta o è un depistaggio?», si interroga la conduttrice della trasmissione. Con il padre che ricorda quando andò dai carabinieri a lamentarsi del fatto che l’auto di Marina non si trovava. E che, grazie a una telefonata anonima venne rinvenuta a Roma un paio d’anni dopo, come testimoniano anche le immagini di Google maps.

Poi tocca all’imprenditore di Alatri raccontare la sua verità. All’interno dello studio dell’avvocato Giampiero Vellucci, che lo assiste, decide di non mostrarsi in volto. E parla. Parla di «uno dei più grandi errori» l’aver nascosto agli investigatori la relazione extraconiugale con Marina. «Ho avuto paura - dice - Pensavo che la cosa si risolvesse con il suo ritorno e in modo positivo». A quel punto l’intervistatrice lo incalza su due questioni. La prima è il finanziamento di tredicimila euro fatto a nome di Marina in un negozio di mattonelle. Lei, quando dal conto le avevano scalato 288 euro, se ne era accorta e voleva denunciare. Ma l’imprenditore sul punto preferisce non rispondere. Come pure è evasivo sulla testimonianza dei titolari di un agriturismo che hanno riferito di aver visto Marina, l’amante e i responsabili del negozio di mattonelle che pure avevano negato di aver mai visto Marina.

«Sono stati molto precisi», insiste la giornalista con riferimento alle testimonianze su quelle cene. Per poi intervistare la responsabile del ristorante che si limita a dire: «Ho detto che è stata mia cliente». La trasmissione solleva dubbi anche sull’alibi, con particolare riferimento alla presenza dell’indagato in una carrozzeria. Lui si difende: «Capisco che si possono sbagliare», prima di concludere che «sono dispiaciuto. La famiglia sono sicuro che ce l’ha con me... A me dispiace, è una cosa bruttissima per loro, per Marina che non si sa che fine abbia fatto. Io sono qua anche per ripetere, per l’ennesima volta, che sono innocente e che mai avrei potuto fare del male a Marina».

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