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Martedì 06 Dicembre 2016

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Aiuole e spartitraffico in “adozione” a privati e associazioni

Una delle aiole adottate da privati in via Peschieta

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Aiuole e spartitraffico in “adozione” a privati e associazioni

Ceccano

Il Comune cerca privati e associazioni a cui affidare la cura di aiuole, piccoli spartitraffico, angoli di verde pubblico nei piazzali  e lungo le strade della città. Con i suoi soli mezzi e con i pochi addetti a disposizione, l’amministrazione non può assicurare un’adeguata manutenzione di questi spazi. Perciò la Giunta del sindaco Caligiore ha varato una delibera con cui fissa i criteri per concederli in gestione. In cambio, i privati o le associazioni potranno farsi pubblicità. Senza esagerare, però.

Le aree verdi da affidare alla cura dei privati sono una decina in tutto; andranno ad aggiungersi alle quindici già “adottate” in passato da negozi e imprese della zona. Si tratta in gran parte di piccole aiuole spartitraffico a ridosso di incroci e semafori, qualcuna rimasta “orfana” del suo sponsor per sopraggiunta cessazione di attività o per altre ragioni.

Chi se ne prenderà cura potrà esporre un cartello pubblicitario, che comunque dovrà essere di piccole dimensioni (al massimo mezzo metro quadrato) e contenere anche indicazioni stradali, di luoghi storici e turistici (per almeno due terzi della superficie totale).

I termini per le domande di concessione sono già aperti e gli uffici del V Settore di Palazzo Antonelli, ai quali va indirizzata la richiesta, hanno già predisposto la relativa modulistica. Una volta assegnata l’area, il Comune stipulerà una vera e propria convenzione con il privato o l’associazione che ha richiesto la concessione stabilendo ulteriori e più dettagliate regole per la loro gestione.

Non solo aiuole e spartitraffico. Sfruttando una norma contenuta nel decreto legge “Sblocca Italia”, nei giorni scorsi la Giunta Caligiore ha ampliato anche ad altri spazi degradati, alle sponde del fiume, ai fossati, alle sorgenti, ai cortili delle scuole e ad alcune aree del Parco Siserno la possibilità di essere “adottati” da imprese, sodalizi e semplici cittadini. In questo caso, però, servirà un vero e proprio progetto di riqualificazione che andrà vagliato e approvato dagli uffici. Insomma, largo ai privati se il Comune non ci arriva.

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