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Sabato 03 Dicembre 2016

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Vertenza Frusinate: quattrocento famiglie sul lastrico

Alcuni lavoratori della Vertenza Frusinate durante l’ultima assemblea permanente alla Provincia

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Vertenza Frusinate: quattrocento famiglie sul lastrico

Frosinone

«A maggio 352 lavoratori percepiranno l’ultimo assegno, poi non avranno più alcun tipo di ammortizzatore sociale». Gino Rossi è uno dei leader della Vertenza Frusinate. Non usa mezzi termini e dice: «Abbiamo saputo che il presidente della Provincia Antonio Pompeo ha fissato per il 2 maggio un vertice con la Regione. È troppo tardi e non possiamo aspettare. Se venerdì (ndr: domani per chi legge) non sarà stata fissata una data certa, non escludiamo di riprendere l’assemblea permanente che abbiamo interrotto nei mesi scorsi alla Provincia».

Una sorta di occupazione. Continua Gino Rossi: «Quando il presidente della Regione Nicola Zingaretti ha partecipato alla convention dell’assessore Mauro Buschini ci fu un incontro in Prefettura. In quell’occasione fu detto chiaramente che ci sarebbero state delle iniziative concrete. Non le vediamo. Il documento redatto dal presidente della Provincia Antonio Pompeo è stato firmato da 78 sindaci, ma quel documento è stato mandato per e-mail alla Regione. Mi chiedo perché non sono andati tutti i sindaci alla Pisana, mi chiedo perché non abbiamo avuto più risposte. Siamo stanchi e stremati. La classe politica si rende conto di cosa vuol dire non avere più ammortizzatori sociali? Si era parlato di reddito di dignità, ma anche in quel caso abbiamo registrato soltanto chiacchiere.

La Provincia sostiene che spetta alla Regione assumere l’iniziativa, la Regione ribatte che devono essere gli amministratori locali a prendere in mano la situazione. In mezzo ci siamo noi: 352 persone, madri e padri di famiglia. E in questa situazione ci sono altri 157 lavoratori da un anno. Riteniamo fondamentale un’assemblea con i sindaci, con il presidente della Provincia, con i referenti della Regione. Magari alla presenza del Prefetto. La situazione è gravissima e giugno ormai è alle porte. Non riusciamo a comprendere come non si consideri la drammaticità della situazione del lavoro e del reddito. Siamo davvero allo stremo».

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