Il giornale di oggi

abbonati

sfoglia

Lunedì 05 Dicembre 2016

Meteo Frosinone









“Il ragazzo della Giudecca”, nelle sale dal 12 maggio: intervista a Tony Sperandeo.

Tony Sperandeo

0

“Il ragazzo della Giudecca”, nelle sale dal 12 maggio: intervista a Tony Sperandeo.

Roma

Tony Sperandeo è uno dei volti più riconoscibili (e noti) del nostro cinema: un esordio importante il suo (sebbene in un piccolo ruolo) sul grande schermo, nel film “Kaos”, diretto dai fratelli Taviani, con cui lavorerà nuovamente in “Il sole anche di notte”. Seguono quindi anni di grande successo e popolarità, tra cinema e televisione (“La piovra”, “La squadra”, “La nuova squadra”). Viene diretto da registi come: Paolo e Vittorio Taviani, Damiani, Squitieri, Cimino, Benigni, Ricky Tognazzi, Mazzacurati, Giordana, Giuseppe Ferrara, Tornatore, Ciprì e Maresco, Pieraccioni e Carlo Vanzina. Da segnalare quindi la collaborazione con Marco Risi, che lo dirige in: “Mery per sempre”, “Ragazzi fuori”, “Il muro di gomma” e “Nel continente nero”. Nel 2001, si aggiudica un meritatissimo David di Donatello, come miglior attore non protagonista, per il film “I Cento passi”, regia di Marco Tullio Giordana.

Cosa può dirci della trama, tratta da una storia vera, quella del cantante Carmelo Zappulla, che ha raccontato la propria vicenda artistica ed umana nell’autobiografia  “Quel ragazzo della Giudecca. Un artista alla sbarra” edita da Power Sound nel 1998?

Innanzitutto vorrei dire che questo film mi è particolarmente caro, perché girandolo ho avuto la fortuna di conoscere una bravissima attrice, Barbara Bacci, che adesso è diventata la mia compagna: grazie al “Ragazzo della Giudecca” ho trovato l’amore, ed è una cosa bellissima. Barbara nel film interpreta Sara, la moglie dell’avvocato difensore di Zappulla, avvocato portato sulla scena da Luigi Diliberti. Inoltre ho avuto il piacere di ritornare a lavorare con Giancarlo Giannini e Franco Nero. La storia è una vicenda reale, ed è a tutti gli effetti un errore giudiziario:  Carmelo Zappulla fu accusato di essere il mandante dell’omicidio dell’amante della madre. Spero che il film abbia una buona risonanza e un buon riscontro, perché, come ho ricordato, è una storia vera e tengo particolarmente a questa vicenda: Carmelo è un caro amico e l’ingiustizia che lo ha colpito deve far riflettere. Il film vuole trasmettere questo messaggio, di come un errore giudiziario possa rovinare una vita, trasformarsi in tragedia, in un odissea umana.

Lei interpreta il ruolo del pubblico ministero, che bracca Zappula, giusto?

Il mio personaggio è un duro, un pubblico ministero che fa di tutto per condannare Zappulla, in un certo senso sono il cattivo, il carnefice e Carmelo è la vittima. Il film verte su di me e Zappulla appunto, certo poi ci sono Giannini, Nero e Diliberti, un ottimo cast davvero.

Avete girato anche nella sua terra, la Sicilia e più precisamente a Siracusa.

Esattamente, il film è stato girato soprattutto a Siracusa, perché la Giudecca del titolo del film è un quartiere proprio di Siracusa, dove è nato e cresciuto Zappulla, prima di trasferirsi a Napoli. Io sono sempre felice di ritornare a lavorare nella mia terra. A breve vi farò ritorno, per un film diretto da Andrea Di Blasi, dove reciterà anche Barbara, insieme alla quale ho finito di girare un altro film, per la regia di Enrico Lando, “Quel bravo ragazzo”.

Come è stato essere diretto da Alfonso Bergamo, giovanissimo regista di talento, al suo secondo lungometraggio?

Con Alfonso ho avuto un buon rapporto, un giovane regista che ha ancora tanta strada davanti a sé; penso che abbia fatto un buon lavoro. Vorrei fare quindi un plauso alla produzione di Tommaso Bergamo e Rosario Gallo, che si sono fatti in quattro. Una piccola produzione, per un film indipendente, che merita di essere citata.

Nel corso della sua carriera, lei ha interpretato ruoli per così dire da “cattivo” (killer, boss, criminali)  ed altri decisamente più positivi (appunto un pubblico ministero, una guardia carceraria, un sottoufficiale, un sovrintendente, un missionario), con incursioni anche in ruoli comici, leggeri (ricordiamo che lei muove i primi passi nel cabaret). Quali preferisce?

Generalmente vengo identificato con ruoli da cattivo, d’altronde il mio volto buca lo schermo, come si dice, e il pubblico si ricorda sempre di me per i ruoli da duro, perché sono quelli che colpiscono di più,  ma io ho interpretato anche personaggi positivi e più “leggeri”, ho girato anche delle commedie in fondo. Mi piacerebbe sempre interpretare ruoli di spessore, da protagonista, ma io sono un attore, e sono al servizio del cinema. Sono convinto, poi, che non esistano piccoli ruoli, ma solo piccoli attori. Ne “Il muro di gomma” di Marco Risi, io ho fatto due pose per esempio, eppure il pubblico si ricorda ancora di quella mia breve partecipazione. A volte basta un’inquadratura  per lasciare un segno, e poi ci sono personaggi che non ti abbandonano più, come nel caso di Tano Badalamenti, che ho portato sullo schermo ne  “I Cento passi” e che mi ha consentito di aggiudicarmi un prestigioso David di Donatello: ebbene sono tornato ad interpretarlo nuovamente in “La storia di Boris Giuliano”, per la regia di Ricky Tognazzi, che uscirà in occasione dell’anniversario della morte di Giovanni Falcone. 

 

NEL VIDEO IL TRAILER UFFICIALE DEL FILM "IL RAGAZZO DELLA GIUDECCA" 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400