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Canone Rai: chi non lo paga rischia di finire in carcere

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Canone Rai: chi non lo paga rischia di finire in carcere

Frosinone

A poco meno di due settimane dalla scadenza del 30 aprile - termine ultimo per l’invio dell’autocertificazione di non possesso della televisione (unico modo per non pagare, anche se ci potrebbe essere una proroga al 15 maggio come annunciato dal sottosegretario Antonello Giacomelli) - le domande che gli italiani si fanno per sciogliere tutti i dubbi sul canone Rai, che sarà addebitato direttamente sulla bolletta della luce, ancora non sono esaurite.

I dubbi

Per esempio, chi ha una seconda casa deve pagare un altro canone tv?«No -si legge sulle Faq del sito ufficiale - il canone è dovuto una sola volta per tutti gli apparecchi detenuti nei luoghi adibiti a propria residenza o dimora dallo stesso soggetto e dai soggetti appartenenti alla stessa famiglia anagrafica». E ancora: per la seconda casa che è stata affittata, chi paga? Se l’immobile è concesso in locazione, a pagare il canone tv è sempre l’inquilino in quanto “detentore” dell'apparecchio televisivo.

L’azienda di viale Mazzini precisa che a pagare il canone sull’immobile affittato è sempre l’inquilino anche nel caso in cui l’appartamento era ammobiliato ed era presente un apparecchio televisivo (non di proprietà dell’affittuario): «Al versamento dell’imposta è obbligato l’affittuario. Il canone dovrà essere pagato da tutti coloro che hanno attiva in casa una fornitura di energia elettrica, tranne per le seconde case sfitte, a meno che non si detenga il televisore. In questo caso occorre presentare una dichiarazione all’Agenzia delle entrate di non detenzione della televisione che esonera dal pagamento. La dichiarazione deve essere presentata alla stessa Agenzia sulla base di un modello disponibile sul sito istituzionale. Entro quanto tempo va presentata? A seconda che si scelga l’invio telematico dal sito dell’Agenzia, dotati di credenziali come Fisconline o Entratel o per posta (in tal caso l’indirizzo è Agen zia delle entrate- Ufficio di Torino 1 – S.A.T Sportello Abbonamenti tv – Casella Postale 22 – Cap 10121 – Torino) le scadenze per la dichiarazione sono il 10 maggio 2016 nel primo caso e il 30 aprile nel secondo (salvo proroga al 15 maggio). Se spedirete il modulo tra il primo maggio e il 30 giugno (per posta) o dall’11 maggio al 30 giugno (via computer), l’esenzione varrà solo per il secondo semestre 2016.

La dichiarazione va presentata ogni anno perché ha validità annuale. Così per avere effetto per l’intero canone 2017, il modulo andrà spedito dal primo luglio 2016 al 31 gennaio 2017. Il modulo presentato dal primo febbraio al 30 giugno 2017 ha effetto per il secondo semestre 2017. Per chi dichiara il falso e presenta la dichiarazione di non detenzione delle televisione, commette l’evasione dell’imposta e rischia una condanna da 8 mesi a 4 anni. Ma cosa succede se si paga solo il consumo elettrico e non il canone? Non si rischia assolutamente il distacco dalla luce. Gli anziani non pagano? Lo Stato punta a liberare dal pagamento marito e moglie di almeno 75 anni che (insieme) non superano un reddito lordo di 8000 euro annui. Questo, però, è un obiettivo programmatico. In altre parole, lo Stato garantirà la soglia di esenzione a 8000 euro a patto che recuperi tanti soldi dall’evasione. Prima del nuovo decreto, restano in piedi le vecchie regole che esonerano i 75enni con reddito fino a 6713,98 euro. Per altre informazioni? La Rai ha un numero gratuito (800938362) con un risponditore automatico in italiano e tedesco. Con questo numero o il sito prontolarai.it, si può prenotare un appuntamento telefonico con una persona fisica.

I dati del Frusinate

Grazie a un’elaborazione condotta dalla società Twig, si ha una mappa dell’evasione del canone Rai in Ciociaria. Il dato più alto è relativo ai comuni di Filettino, Torre Cajetani e Acquafondata con tassi di evasione del 56, 53 e 52percento. All’opposto i più virtuosi sono i residenti di Isola del Liri (evasione al 4%), Castrocielo (5%) e Sant’Andrea del Garigliano (11%). Nel capoluogo l’evasione è di poco superiore al 25%.

Il Consiglio di Stato

Il decreto ministeriale sul canone Rai in questi giorni è stato bocciato dal Consiglio di Stato con un “parere interlocutorio”. Si contesta che il decreto non dà una spiegazione di apparecchio tv e non precisa che il canone si versa una sola volta anche se in casa ci sono più televisioni. Posto anche un problema di privacy per lo scambio di dati fra le varie autorità coinvolte.

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