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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Crollo conservatorio, il pm: non fu per neve. E chiede le condanne

Il procuratore capo di Frosinone Giuseppe De Falco

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Crollo conservatorio, il pm: non fu per neve. E chiede le condanne

Frosinone

È un miracolo che il Conservatorio non sia crollato prima. Poteva essere una carneficina. Sono due passaggi della requisitoria del procuratore Giuseppe De Falco per il crollo, sotto la nevicata del 2012, del corpo C del Licinio Refice. Il pubblico ministero, in un intervento durato un’ora davanti al giudice monocratico Sandro Venarubea, ha fatto dei paralleli con la normativa antisismica e sull’amianto, ha citato la Cassazione, ma soprattutto ha insistito sulle «gravissime carenze» progettuali e di collaudo. E ha proposto la condanna a due anni per il progettista Luigi Gaetani, 63 anni di Veroli, il direttore dei lavori Alberto Accinni, 69, di Patrica, e il collaudatore Antonio Trento, 62, di Frosinone, e a un anno e mezzo per il direttore di cantiere Mario Cretaro, 66, di Veroli, nonché ha chiesto l’assoluzione dell’imprenditore Leonardo Zeppieri, 57, di Veroli, «visto che la realizzazione è dell’impresa Santamaria». In una precedente udienza, quest’ultimo imprenditore era stato indagato in aula. Il pm ha chiesto di valutare se estendere il procedimento ad altri elementi in riferimento al teste che dice che il progetto era stato approvato anche dal Genio civile.

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