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Patenti in cambio di soldi: un sistema infallibile per truccare gli esami. Gli arresti

Due delle automobili acquistate dai funzionari corrotti con i proventi delle truffe

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Scandalo patenti, ora è guerra di accuse

Frosinone

Continua la processione degli indagati arrestati per lo scandalo delle patenti “vendute” a Frosinone. Davanti al Gip Antonello Bragaglia Morante nessuna ammissione di colpa; tutti si dicono estranei alle accuse mosse loro dalla Procura della Repubblica finendo per scaricare ad altri le responsabilità di quanto accadeva all’interno di quella che già è stata ribattezzata la “Motorizzazione incivile”.

Ieri è stata la volta delle seconde file; di coloro che, secondo la procura, ben consci del sistema truffaldino ideato dal vertice dell’organizzazione, facevano il lavoro manuale per portare a compimento quello che gli inquirenti chiamano il disegno criminoso. Di fronte al giudice si sono presentati Cinzia Sinibaldi, la segretaria di Roberto Scaccia, direttore della Motorizzazione, Domenico Fratarcangeli, uno dei tre esaminatori indagati e Mirko Costanzo, factotum di Donato Ferraro titolare delle scuola guida del Cassinate. Accuse pesanti per tutti, ma tutti, le hanno rigettate riconducendo eventuali responsabilità ai superiori o ai datori di lavoro.

Sinibaldi, difesa dall’avvocato Giampiero Vellucci, è ritenuta essere l’organizzatrice delle sessioni di esame truffa, cioè colei che, ovviamente su input del suo diretto superiore, secondo gli inquirenti, formava le classi dei clienti e assegnava gli esaminatori scegliendoli tra quelli che facevano parte del gruppo. Accuse che al gip ha respinto senza indugi sostenendo di essersi attenuta semplicemente alle direttive del suo responsabile d’ufficio.

A Domenico Fratarcangeli il gip che ha firmato le ordinanze, ha riservato la misura della detenzione in carcere. Lui, così come altri due suoi colleghi, è accusato di aver omesso di controllare che, alle prove di esame, partecipasse un sostituto suggeritore; una persona che, sotto falso nome, svolgeva l’esame per un candidato e suggeriva le risposte agli altri candidati. Il suo lavoro si concludeva redigendo falsi verbali. Accuse che l’esaminatore, anche lui assistito dall’avvocato Giampiero Vellucci, ha rigettato sostenendo di essere estraneo ad ogni riferimento accusatorio fattogli dagli inquirenti. Niente bustarelle e nessuna irregolarità.

Interrogatorio di garanzia anche per Mirko Costanzo, lo stretto collaboratore di Donato Ferraro. Il dipendente è ritenuto essere la “voce” di Ferraro, quello, cioè , che portava le indicazioni ai sodali, ma che preparava anche la documentazione, in particolare quella falsa, tra cui anche certificati medici e tutto il necessario per prenotare i candidati clienti alle sessioni di esame truccate. Assistito dall’avvocato Mariano Giuliano, Costanzo ha negato tutto, sostenendo di aver solamente portato agli uffici della Motorizzazione di Frosinone della documentazione e di aver accompagnato qualche volta alcuni candidati.

Per tutte le persone ascoltate i legali hanno chiesto il ritorno alla libertà o quantomeno l’alleggerimento delle misure cautelari. Il gip, a tale richiesta, si è riservato di decidere e tale decisione con tutta probabilità non arriverà prima di aver ascoltato tutte le persone coinvolte nella vicenda. Insomma, sono i giorni delle difese e la processione continuerà ancora tutta la settimana e anche la prossima considerando il numero degli indagati. Venti, lo ricordiamo, sono gli arrestati, 3 in carcere e 17 ai domiciliari. Da domani, cominceranno a sfilare anche altre “comparse attive” come ad esempio i sostituti suggeritori, e i titolari delle altre autoscuole della provincia che convogliavano clienti e soldi nel canale del malaffare.

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