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Troppo poveri per morire: i servizi sociali provvedono ai funerali

Cassino

Troppo poveri anche per morire. A Cassino succede con una frequenza impensabile. Due gli ultimi casi, in pochi giorni, quelli registrati nella città martire dove i Servizi sociali hanno provveduto a occuparsi di due cittadini indigenti deceduti in altrettante strutture e senza alcuna possibilità di ottenere una degna sepoltura.

Drammi umani che emergono con sempre maggiore frequenza, quando il Comune è chiamato a intervenire sull’ennesima ferita aperta. Soltanto una delle criticità a cui far fronte, con un boom senza precedenti di persone prive di occupazione ormai alla soglia dei cinquant’anni. Non considerando, ovviamente, l’esercito di giovani disoccupati.

A bussare qualche giorno fa alla porta dell’assessorato ai Servizi sociali di Cassino è stata una coppia disperata: lui ultracinquantenne, disoccupato. Lei nella stessa situazione. Finora per tenersi a galla hanno accettato qualsiasi lavoro. Ma in questo periodo di crisi senza ritorno hanno visto sfumare anche le esigue possibilità rimaste e si sono chiusi in casa con bollette da pagare e sfratto in arrivo. La loro storia è quella di tante famiglie.

L’assessore Di Russo ne conosce ogni piega, ogni dolore. Sono persone che fino a qualche anno fa conducevano una vita onesta e dignitosa e che ora si trovano a un passo dal baratro. Colf che la crisi economica ha messo “a riposo”, negozianti insospettabili che viste le mancate vendite sono sul punto di chiudere l’attività di una vita. Genitori con lo sfratto tra le mani e figli ancora troppo piccoli da crescere in condizioni disperate. La situazione è drammatica a Cassino e nel suo hinterland: lo dimostrano le richieste di aiuto che arrivano a valanga in Comune. Ma anche l’aumento di persone sole che non hanno neppure i soldi per morire.

«Quarantacinque giorni prima delle elezioni sospenderemo i contributi straordinari per pagare bollette o altre incombenze - ha sottolineato l’assessore Di Russo - per evitare che ci sia qualsiasi tipo di contaminazione. Continueremo, ovviamente, con i voucher lavorativi perché quella è una graduatoria preformata. Per il resto abbiamo assunto questa decisione perché siamo fermamente convinti che non si possa speculare sulle difficoltà delle persone né farlo per avere un ritorno. L’aiuto alle famiglie deve essere dato con vero amore. E le richieste, purtroppo, sono ogni giorno di più».

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