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Inquinamento dei pozzi: la Viscolube respinge i rilievi dell'Arpa

Un'immagine degli impianti dello stabilimento Viscolube di Ceccano

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Inquinamento dei pozzi: la Viscolube respinge i rilievi dell'Arpa

Ceccano

La Viscolube non ci sta e respinge le contestazioni dell’Arpa Lazio sulla fuoriuscita di sostanze inquinanti dallo stabilimento di via Monti Lepini. 

"Nel 2001 - ricorda l’azienda in una nota - la Viscolube ha acquisito lo stabilimento di Ceccano dove ha intrapreso un’azione di bonifica del sottosuolo, quale soggetto non responsabile dell’inquinamento. Viscolube ritiene che le ipotesi dell’inefficacia della barriera idraulica e della conseguente fuoriuscita di sostanze inquinanti dal sito siano prive di fondamento. La barriera idraulica consiste in un numero di punti di emungimento in esercizio assolutamente elevato nel campo dei sistemi esistenti e i dati rilevati nel corso degli anni confermano la validità della bonifica per la quale, sinora, Viscolube ha investito oltre 5 milioni di euro". 

Quanto al parametro idrocarburi pesanti maggiore del 368%, l’azienda spiega: "Si tratta di una misura rilevata su un campione di terreno sottoposto al trattamento di bonifica e pertanto, ovviamente, inquinato. La bonifica avviene all’interno del bacino di landfarming che è impermeabile e a tenuta stagna e pertanto senza impatti esterni. Il sito industriale di Ceccano è attivo sin dal 1962 (Ferentum, Clipper Oil, Agip Petroli sino al 2001) e la gestione dei rifiuti provenienti dai cicli produttivi si è svolta, fino alla fine degli anni ’90, secondo modalità che le diverse proprietà hanno ritenuto più idonee. Nel 2001, Viscolube ha volontariamente deciso di effettuare sul sottosuolo indagini che, concluse a inizio 2002, hanno evidenziato contaminazioni pregresse non riconducibili alla proprietà attuale. Il progetto definitivo di bonifica, approvato nel 2004, si è configurato come “Bonifica con misure di messa in sicurezza operativa” dovendo garantire l’operatività del sito e salvaguardare l’occupazione. Le varie fasi di bonifica, iniziate il 10/6/2004, sono state sempre autorizzate e condivise con le autorità, nel rispetto della normativa di riferimento, monitorate con report trasmessi a enti istituzionali e organi di controllo".

"La bonifica - conclude Viscolube - si è svolta sempre prestando attenzione agli sviluppi tecnici per adottare ulteriori miglioramenti tecnologici se applicabili e autorizzati. Nel 2012, per accelerare la bonifica, sono state indagate soluzioni di miglioramento e proposte agli enti competenti ma sono in attesa di una valutazione». Insomma, anche la Viscolube, come il Comune, aspetta che il ministero faccia la sua parte per accelerare la bonifica".

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