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Folle corsa da Anagni a Fumone per rapinare l'ex del cellulare: voleva le chat

Foto d'archivio

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Folle corsa da Anagni a Fumone per rapinare l'ex del cellulare: voleva le chat

Anagni-Fumone

Amore violento. Amore malato. Amore che non è amore ma solo possesso, gelosia morbosa, desiderio e bisogno patologico di controllo. Amore che sfocia in aggressioni, minacce, violenze di tutti i tipi, atti da stalker, sopraffazione ma anche in tanti altri reati, piccoli e grandi. Fatti e fattacci che spesso, se non compresi per tempo, finiscono poi nel peggiore dei modi. 

 

Un episodio inquadrabile in questa categoria si è verificato tra Anagni e Fumone: l'ennesima storia di un amore finito ma non accettato dall'uomo, sempre lui, sempre il cosiddetto sesso forte che alla prova dei fatti si rivela più debole e fragile della pasta frolla, che non regge alla separazione, all'addio, al vedere la donna amata (amata?) andare via. E che cerca di riconquistarla non con rose e poesie ma nel peggiore dei modi: quelli prima descritti. Protagonista di questa storiaccia è stato, stavolta, un 42enne di Anagni, già conosciuto alle forze dell'ordine. Purtroppo simile a tante altre storie del genere il canovaccio: l'uomo non ha accettato che la sua fidanzata, una 28enne di Fumone (molto più giovane di lui e per questo, probabilmente, più difficile da digerire che fosse diventata "ex") avesse, appunto, deciso di porre fine al rapporto con lui. Sono così iniziate quelle che nei verbali dei carabinieri vengono definite come "reiterate condotte persecutorie" che si sono protratte nel tempo ai danni della ragazza. Le indagini svolte dai carabinieri della Stazione di Alatri, ai quali ad un certo punto la 28enne, stanca ma soprattutto impaurita, si è rivolta per denunciare l'ex fidanzato e per chiedere aiuto, hanno permesso di accertare che il 42enne più volte aveva molestato e minacciato la donna. L'epilogo c'è stato nella serata di lunedì scorso quando l'anagnino è partito di gran carriera dalla Città dei Papi ed è andato direttamente a casa dell'ex. Ne è nato un violento litigio durante il quale l'uomo ha aggredito la ragazza procurandole diverse lesioni personali. Quindi, al culmine della rabbia cieca che lo aveva assalito, le ha strappato di mano, con violenza, il cellulare senza restituirglielo e portandoselo via. Telefono che successivamente i carabinieri hanno trovato nell'abitazione del 42enne durante una perquisizione domiciliare.  E non è difficile supporre che l'uomo abbia voluto impossessarsi dell'apparecchio della ex fidanzata per andare a spiare le telefonate fatte e ricevute ma, ancora di più, le chat di Facebook e di Whatsapp. Chissà, forse convinto che la donna, comunque ormai libera da impegni sentimentali, avesse intrecciato rapporti con altri uomini. Un tarlo che sicuramente corrodeva la mente del 42enne e che l'ha spinto a questo gesto estremo. Un gesto che però gli è costato una denuncia (pur in stato di libertà) con l'accusa di atti persecutori e rapina ai danni della 28enne. 

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