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Muore a seguito di un'intervento chirurgico nel 2007: ora il risarcimento record
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Muore a seguito di un'intervento chirurgico nel 2007: ora il risarcimento record

Cassino

Un risarcimento a sei zeri per una donna deceduta dopo un intervento chirurgico avvenuto nell’ospedale Santa Scolastica di Cassino:oltre un milione di euro ai familiari. È il 2007 quando una donna di 47 anni del cassinate, muore - lasciando un marito e due figli -a seguito di un intervento di nefro-litotomia percutanea, procedura utilizzata per rimuovere i calcoli renali dal corpo quando non possono essere espulsi in maniera naturale.

A seguito della scomparsa la famiglia si rivolge alla Procura di Cassino per chiedere di indagare sulla prematura morte della donna, ma nel 2011 il Gip di Cassino dispone l’archiviazione del caso con la motivazione che la responsabilità del decesso non era non da amputare alla procedura medica. Qui inizia la battaglia giudiziaria della sua famiglia che, sin dall’inizio, ha ritenuto la sua scomparsa frutto di errori medici. Allora ricorrono al tribunale civile contro la Asl per responsabilità oggettiva. La particolarità del caso risiede nel fatto che la sentenza di condanna arriva dopo l’archiviazione del processo penale.

Gli avvocati dei familiari Silvana Cristofaro, Antonio Fantaccione, Mauro Marsella e Roberto Molle hanno sostenuto la tesi della famiglia sotto tre profili: errori nella fase pre operatoria (non sarebbe stata fatto un adeguato ciclo antibiotico), durante l’operazione (il calcolo non sarebbe stato asportato) e nella fase post operatoria (non sarebbe stata curata adeguatamente l’infezione che poi ha portato alla morte della donna 30 giorni dopo l’operazione). Così il giudice, accettando le tesi degli avvocati dei familiari, ha riconosciuto un indennizzo per un totale di un milione e duecentomila euro.

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