Il giornale di oggi

abbonati

sfoglia

Sabato 10 Dicembre 2016

Meteo Frosinone









Omicidio Mattei Le nuove verità dei Ris
0

Omicidio Mattei, la testimonianza di Giuseppe Di Bello: "Quella notte ero lì per caso"

Pontecorvo

«Io non c’entro nulla con l’omicidio di Pino e Amilcare Mattei. Mi trovavo lì perché ero andato a portare l’acqua alle vacche. Eravamo amici». Giuseppe Di Bello, il trentasettenne di Coreno Ausonio, accusato di aver ucciso i due imprenditori nella loro cava in via Passeggera il 7 novembre 2014, ieri mattina, di fronte al giudice dottoressa Barbara Del Pizzo e al Presidente della Corte d’Assise Gaudio, ha reso una dichiarazione spontanea, lasciando basiti i presenti, compresi i familiari di Pino e Amilcare.

Non sono mancate, infatti, le reazioni di rabbia degli amici e dei parenti dei Mattei, sempre numerosi alle udienze, tali da costringere il Presidente a chiedere loro di uscire. L’udienza, alla quale l’imputato si è presentato seduto, non più sdraiato sulla barella, si è aperta con il rifiuto da parte di Giuseppe Di Bello di sottoporsi alle domande dalle parti, l’avvocato Gianrico Ranaldi, che rappresenta la famiglia Mattei, e gli avvocati che difendono lo stesso Di Bello, Bruna Colacicco ed Enrico Mignanelli.

Sono stati ascoltati, invece, i suoi due fratelli minori, Angelo e Marco, i quali hanno ribadito la loro più totale estraneità all’omicidio, sottolineando che non si trovavano lì quella notte. Restano però aperti i dubbi, come emerso anche dalle udienze precedenti e dalle testimonianze di dipendenti ed ex dipendenti, soprattutto in relazione ai continui furti di carburante subiti dall’impresa Mattei. In fase dibattimentale, sarebbero emerse diverse contraddizioni nelle versioni fornite dai due fratelli, che per la difesa però non sussistono minimamente.

Al termine dell’udienza, a sorpresa, ha chiesto la parola proprio Giuseppe Di Bello e ha reso una dichiarazione spontanea non prevista, alla quale non era preparato neppure il suo avvocato. Quando ha preso il microfono e ha cominciato a parlare, ha infatti palesemente spiazzato anche il legale Bruna Colacicco. Una situazione non prevista, che ha gestito da solo, di fronte alla Corte d’Assise. «Io non c’entro nulla con l’uccisione di Pino e Amilcare - ha detto il trentasettenne di Coreno Ausonio - Quella notte mi trovavo lì per caso, perché stavo andando a portare l’acqua alle vacche. Eravamo amici, avevamo buoni rapporti».

Una necessità, quella di portare acqua al bestiame, molto naturale per chi ne possiede, ma che Giuseppe Di Bello tira in ballo solo ora, per spiegare la sua presenza vicino, molto vicino alla cava e all’impresa del marmo dei Mattei. Ora si attende la prossima udienza fissata per l’11 aprile.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400