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Domenica 04 Dicembre 2016

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Dona settemila euro per riparare il tetto della chiesa di San Rocco

La chiesetta di San Rocco ha urgente bisogno di lavori al tetto

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Dona settemila euro per riparare il tetto della chiesa di San Rocco

Ceccano

"La beneficenza non ha bisogno di pubblicità". Antonio Aversa è una persona modesta e ripete il concetto più volte. Bisogna insistere molto per incontrarlo."Niente foto, però", premette l’imprenditore ceccanese artefice di una bella storia di impegno civile e generosità. Non certo l’unica della sua vita. Quasi settant’anni portati alla grande, un amore sviscerato per le due figlie, Aversa è il titolare della Unitec, 40 dipendenti, una fucina di alta qualità alle porte della città per la meccanica di precisione e l’elettromeccanica con 36 anni di esperienza. 

È lui che ha donato al Comune settemila euro per rifare il tetto della chiesa di San Rocco, non lontana da casa sua. "Per tanti anni ho abitato lì vicino - spiega Aversa - Poi a novembre, in occasione della messa per mio padre, ho visto che ci pioveva dentro. C’erano secchi e catini ovunque. Mi sono messo una mano sulla coscienza e ho offerto il mio aiuto". Così ha contattato il sindaco Caligiore informandolo della sua intenzione e nei giorni scorsi la Giunta ha formalizzato l’accettazione del prezioso contributo. Con tante grazie. "Abbiamo fatto un sopralluogo con i tecnici del Comune - spiega il generoso parrocchiano - Si pensava a tre o quattromila euro di spesa, ora sono diventati settemila ma non fa niente. Non andrò in miseria per questo". Aversa ha già contattato l’impresa edile che si occuperà del rifacimento del tetto (160 metri quadrati). Nei prossimi giorni dovrebbe partire il cantiere con la posa dei ponteggi. 

Cultore di letteratura storica e filosofica, finanziatore di diversi saggi di storia locale, ha una biblioteca con oltre tremila libri ed è un grande appassionato di ciclismo (nel 2006 è andato fino a Lourdes in bicicletta) che pratica tutt’ora. La sua vicenda personale è toccante: nato alla Spina da una famiglia povera di mezzadri, ha lavorato per 15 anni come operaio a Frosinone; poi si è messo in proprio e ha creato un piccolo impero industriale. Elettore storico di sinistra, sindacalista Fiom per cinque anni, oggi non sa più come collocarsi politicamente: "L’ho detto pure a Caligiore", spiega con un sorriso. Disilluso dalla politica, preferisce far da sé. Ma senza pubblicità.

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