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Sabato 03 Dicembre 2016

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Un Pronto soccorso infernaleL'ospedale Santa Scolastica in tilt

Il pronto soccorso del Santa Scolastica di Cassino

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Ospedale messo ko dall'inchiostro: bloccati richieste, ricoveri e prelievi

Cassino

Pronto soccorso al collasso per mancanza di...inchiostro. Come se non fosse sufficiente a rendere la situazione incandescente il numero di accessi sempre più alto a fronte di un personale ridotto all’osso.

E mentre la politica pontifica un futuro roseo anche per la sanità cassinate (almeno sulla carta), i pazienti affollano le medicherie per colpa della mancanza di inchiostro: una situazione al limite del possibile.

Ed invece ieri mattina è accaduto proprio questo. Tolto il magazziniere, tolta anche la reperibilità alla persona deputata ad occuparsi opportunamente del servizio, ieri mattina è scoppiata la bomba: senza inchiostro non è stato possibile effettuare nè prelievi nè richieste e neppure ricoveri. Tutto congelato in attesa che da Sora fossero inviate le cartucce richieste per far ripartire “la macchina”. E sono scoppiate ferocie le polemiche, soprattutto tra i familiari dei pazienti.

L’odissea non ha fine

L’odissea dei pazienti che raggiungono il Santa Scolastica per le patologie più svariate e spesso in condizioni di assoluta emergenza non ha fine. Così al problema dei posti letto si è aggiunto ieri quello del tutto nuovo di un blocco evidente delle attività a causa della mancanza di cartucce per le stampanti in funzione.

Resta, da un lato, la fotografia di professionisti della sanità che vivono il loro lavoro come una missione, senza guardare all’orologio e con un evidente senso del sacrificio. Dall’altro il negativo della stessa foto, che evidenzia problematiche importanti. Pensiamo ancora una volta alle lunghe, anzi interminabili attese per un posto letto. Ma anche ai recenti spettri, come quello della chiusura di Ortopedia, che aleggiano su una struttura cruciale per un territorio vastissimo, in grado di abbracciare più Regioni.

L’analisi della crisi

Non è solo il Pronto soccorso ad essere nel caos. Prima la mannaia sul centro trasfusioni, con l’evidente difficoltà di assicurare un servizio indispensabile. A ciò si è aggiunta, nelle ultime ore, la notizia (ufficiosa, ma ugualmente drammatica) della realizzazione di un’area che andrebbe ad accorpare Ortopedia e Chirurgia. Una possibilità che comporterebbe, secondo una prima analisi, un reale rischio chiusura per Ortopedia.

Che ne sarebbe, in quel caso, di medici e infermieri? E che fine farebbero i pazienti (ora 14 in attesa di intervento chirurgico), alcuni dei quali ricoverati nello stesso reparto? Sulla questione era intervenuto nell’immediatezza anche il vice segretario della Ugl Sanità Salvatore Posta, lanciando l’allarme. La situazione, guardata nella sua interezza, appare più drammatica che mai.

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