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"Il Giardino dei Finzi Contini" in pellicola: venerdì all'Antares di Ceccano

Una scena del famoso film

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"Il Giardino dei Finzi Contini" in pellicola: venerdì all'Antares di Ceccano

Ceccano

Venerdì 1 aprile, presso il Cinema Teatro Antares di Ceccano, si terrà la proiezione in pellicola (in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia)  del film “Il Giardino dei Finzi Contini”, proiezione che rientra nel programma della V Edizione del Festival “Il Cinema e la Memoria”, patrocinato dal Comune di Ceccano. L’appuntamento è per le 20.30 ad ingresso rigorosamente libero. Un’occasione unica per rivedere sul grande schermo uno dei capolavori del nostro cinema (diretto da Vittorio De Sica), film che si aggiudicò il Premio Oscar come miglior film straniero e l’Orso d’oro al Festival di Berlino. L’attore e regista Lino Capolicchio così ricorda il suo ruolo più celebre: quello di Giorgio, appunto, protagonista assoluto de "Il Giardino dei Finzi Contini".

Lino Capolicchio

“Era il 1966 e stavo lavorando a teatro con Strehler, quando tra i tanti che vennero a vedere lo spettacolo ci fu anche Zurlini, che all’epoca stava lavorando alla sceneggiatura dei Finzi Contini. Fu Corrado Pani a presentarmelo, Zurlini mi disse del progetto e di farmi vivo, di propormi per  l’eventuale film: per mia fortuna la sceneggiatura di Zurlini non piacque al produttore, dico per mia fortuna, perché  se avesse diretto il film Zurlini, come anni dopo mi raccontò,  molto probabilmente avrebbe scelto  Anthony Perkins per il ruolo di Giorgio. Poi la genesi del film finì per passare nelle mani di Vittorio De Sica: quando venne il momento di scegliere i protagonisti,  mi era giunta voce che per De Sica era indispensabile che l’attore che avrebbe interpretato il ruolo Giorgio avesse gli occhi azzurri. Venni a sapere, con mio grande piacere, che De Sica  aveva già inserito il mio nome nella lista dei possibili candidati e  mi avrebbe fatto chiamare al momento opportuno. Così avvenne e mi recai a Cinecittà: io a quel tempo avevo dei capelli molti lunghi, e De Sica mi disse che per il personaggio di Giorgio non sarebbero andati bene e che se fossi stato scelto li avrei dovuto tagliare. Feci il provino con Laura Antonelli, che ancora non aveva raggiunto il successo con il film di Samperi, Malizia. La Antonelli era una bellissima ragazza, ma non rispecchiava, a mio modo di vedere, il personaggio di Micol, ed infatti alla fine fu scelta la Sanda. Prima di iniziare il provino, De Sica, molto carinamente, mi disse: “Io so che lei è bravo, non le faccio un provino per vedere se lei lo è, io voglio rendermi conto se lei rispecchia sullo schermo, soprattutto fisicamente, Giorgio.”  Qualche giorno dopo il provino per i Finzi Contini, incontrai un ragazzo che faceva da assistente a De Sica, che in modo non ufficiale mi rassicurò sul fatto che avevo ottime possibilità di essere scelto. Io naturalmente presi la confidenza con il giusto peso, contento, ma consapevole che la decisione finale sarebbe potuta essere diversa. Passarono circa due settimane, prima che il mio agente mi dicesse di recarmi di nuovo a Cinecittà per un secondo provino, questa volta definitivo, che feci con la Sanda: De Sica aveva praticamente scelto i due protagonisti e voleva vederci insieme. Tre giorni dopo firmai il contratto. De Sica era un maestro. Oggi si abusa molto della parola maestro, ma De Sica lo era veramente: teneva tantissimo a insegnarti la battuta giusta, il modo di pronunciarla correttamente, cesellava la recitazione, ecco, questa è la formula esatta per definire il suo lavoro. Era magistrale e durissimo, di una durezza mostruosa, ma io ero abituato a Strehler, quindi ero per così dire temprato; lui nei miei confronti aveva un rapporto speciale, nel senso che mi stimava moltissimo e quindi mi trattava in genere in maniera molto carina, ma se doveva essere severo lo era, eccome! Sul set si faceva sentire, urlando quando ce n’era bisogno, erano tutti terrorizzati, ma era stupefacente. Magari ci  fossero altri De Sica! Purtroppo, quando viene a mancare un genio come De Sica non c’è la controfigura, o l’immediato sostituto, è impossibile. Fuori dal set, era l’esatto contrario, invece, una persona molto garbata, gentile, a modo. Era un grande insegnante.”

 

Intervista tratta dal volume “Dieci registi in cerca d’autore” di Amedeo di Sora e Gerry Guida, Cultura e dintorni Editore, Roma, 2014.

 

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