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Martedì 06 Dicembre 2016

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Il Vescovo Spreafico

Monsignor Ambrogio Spreafico

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Spreafico: non lasciamo soli poveri e anziani

Pasqua

«Non lasciamoci imbrigliare dall’inimicizia, dalle rivendicazioni, dai rancori, dalle divisioni, trame oscure di colui che ci vorrebbe avversari e non fratelli, lo spirito di divisione che sempre sta alla porta dei discepoli di Gesù per sottrarli alla grazia che ricevono».

Così Monsignor Ambrogio Spreafico, vescovo diocesano, nella messa crismale. Un messaggio di grande attualità ad ogni livello, da quello politico a quello familiare, da quello sociale a quello dell’amicizia. In occasione della celebrazione della Pasqua, monsignor Ambrogio Spreafico ha allargato l’orizzonte dell’analisi e della riflessione.

Ha detto fra le altre cose Monsignor Spreafico: «Vorrei suggerirvi un modo semplice per vivere la gratuità dell’amore e della misericordia di Dio. Nelle parole del libro di Isaia riprese da Gesù troviamo un inizio di quelle che sono le opere di misericordia. Nell’amicizia con i poveri e i bisognosi la gioia della gratuità».

Quindi la sottolineatura: «Penso agli anziani, ai malati, ai tanti che soffrono per le difficoltà materiali e spirituali di questo tempo di crisi. Penso anche a coloro che muoiono e che accompagniamo davanti a Dio nella celebrazione dei funerali, compiendo una delle opere di misericordia. Non si deve mai dimenticare che il servizio alla misericordia fa parte del ministero sacerdotale. “Mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai poveri”, disse Gesù di Nazaret».

È chiaro che l’omelia di Spreafico è stata parametrata sul significato generale della Pasqua, ma non c’è chi non veda come anche in provincia di Frosinone i temi della povertà e del sostegno agli anziani siano centrali e drammaticamente attuali.
Il Vescovo ha specificato che «la consacrazione ricevuta, cari sacerdoti, non è per noi, non si vive da soli, ma nella comunione del presbiterio in cui il Signore ha fatto la grazia di trovarci». Poi ha detto: «Il Signore vi renda merito dell’impegno e del servizio alla porzione di Chiesa che è nella nostra Diocesi. Ringrazio tutti per il servizio generoso nelle nostre comunità, a partire da Don Nino, mio vicario generale, per arrivare fino a chi oggi non può essere tra noi per problemi di età e di salute, come i nostri sacerdoti anziani o malati». E ancora: «Ho ricordato loro di rimanere uniti a noi nella preghiera. Sosteniamo con la visita, la preghiera, l’amicizia, questi nostri fratelli anziani e tutti coloro che tra noi sono più fragili per la malattia e la debolezza del corpo o che non possono essere con noi oggi. Sono tutti ugualmente parte del nostro presbiterio». Un pensiero importante, accompagnato anche dal richiamo alla visione della Chiesa di Papa Francesco. Una Chiesa «con il cuore di mamma».

«Il Signore si presenta a noi come quel giorno nella sinagoga di Nazaret». Una premessa indispensabile per ribadire che la parola di Gesù è sempre attuale. Ha incalzato il Vescovo Spreafico: «La sua parola contiene sempre un segreto di vita che a noi sfugge, che non sempre afferriamo, nonostante la nostra esperienza di pastori e di guide del popolo di Dio. Quanto è triste la sicurezza di chi pensa di aver sempre ragione e si sente vittima dell’incomprensione degli altri. Il vittimismo è una malattia tipica del nostro tempo, conseguenza di un individualismo che fa chiudere in sé stessi e fa guardare agli altri con diffidenza e malevolenza».

Infine l’invito al perdono. Ha spiegato Spreafico: «Se a volte tra noi e nelle nostre comunità ci sono motivi di inimicizia, se ci sono incomprensioni, se pure ci fossero state offese o torti fatti e subiti, riscopriamo oggi la forza della grazia, della gratuità dell’amore di Dio verso noi tutti».

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