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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Giallo Arduini, vacilla l'alibi del principale indiziato

Marina Arduini

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Giallo morte Marina Arduini: vacilla l'alibi dell'imprenditore indiziato

Frosinone

Nuova svolta nel caso di Marina Arduini. Per la scomparsa della commercialista frusinate, avvenuta ben nove anni fa, la procura di Frosinone ha chiesto e ottenuto una terza e ultima proroga delle indagini preliminari. La procura di Frosinone è convinta di aver trovato la pista giusta per risolvere il mistero della donna scomparsa nel nulla nel febbraio del 2007. Sembra, infatti, che il muro di omertà che, finora, ha impedito agli investigatori di carabinieri e polizia di far luce sull’accaduto si stia sgretolando. In modo particolare le attività coordinate dal procuratore Giuseppe De Falco si sono concentrate su un imprenditore di cinquant’anni di Alatri. All’uomo è stata dunque notificata la proroga delle indagini preliminari per le ipotesi di reato di omicidio e occultamento di cadavere.

Si tratta dell’ultima proroga che la procura può chiedere. E il gip l’ha autorizzata sul presupposto che siano emersi nuovi elementi che possano dare ulteriori e decisivi impulsi alle indagini. Stando a quanto emerso dagli ultimi accertamenti svolti, le versioni di coloro che avrebbero contribuito a fornire un alibi al principale indiziato si stanno pian piano modificando. E dunque senza più un alibi, confermato da terzi, la posizione dell’indagato si sarebbe fatta più debole. A dare impulso a questa svolta investigativa hanno anche contribuito le indagini difensive svolte per conto della famiglia Arduini dai due legali incaricati. Fino a settembre dunque si potrà indagare ancora, poi arriverà il tempo delle scelte.

Se, cioè, gli elementi saranno tali da portare a una richiesta di rinvio a giudizio o se, al contrario, si arriverà a una nuova archiviazione. Va aggiunto che nel mirino della procura si sono anche altri due indagati, cui però viene contestato il reato di favoreggiamento. A gennaio del 2015, invece, nei pressi di un agriturismo di Tecchiena, erano stati utilizzati un cane molecolare e il georadar nel tentativo di risalire ad elementi utili per le indagini. In più, erano stati effettuati anche degli accertamenti bancari su una serie di conti. E infatti il movente che, per la  procura, dovrebbe essere alla base dell’omicidio sarebbero proprio i soldi. Si tratterebbe non solo del finanziamento da tredicimila euro che Marina aveva disconosciuto (e bloccato) come proprio, ma anche di operazioni finanziarie spericolate che la stessa avrebbe voluto denunciare il giorno della scomparsa.

Dal canto suo, l’imprenditore di Alatri, assistito dall’avvocato Giampiero Vellucci, ha già da tempo chiesto di essere interrogato per raccontare la sua versione dei fatti e per ribadire la sua estraneità alle gravi accuse che gli vengono mosse. Il giallo di Marina Arduini va avanti ormai da anni. Più volte del caso se ne è occupata anche la trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?”. Secondo una testimonianza, l’ultima persona ad aver visto Marina il giorno della scomparsa era stata una conoscente che raccontò di averla incrociata alla stazione Termini. Dopodiché di Marina si perdono le tracce. Il suo cellulare, invece, per un po’ ha continuato ad emettere un segnale, agganciando le celle di Frosinone, Roma Termini, Formia, Gaeta e, nel pomeriggio, Salerno. Ma poi, dalle 17.10 del 19 febbraio, il cellulare di Marina ha smesso di dare segnali per sempre. La sua auto, una Fiat Punto, fu trovata per caso due anni dopo la scomparsa a Roma.  

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