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Lunedì 05 Dicembre 2016

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Una strada minata di autovelox: l’incubo della Frosinone-Mare

Il tratto della Frosinone - Mare in cui è stato installato il tutor

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Una strada minata di autovelox: l’incubo della Frosinone-Mare

Provincia

Per la maggior parte dei ciociari è la strada del weekend al mare, la strada delle vacanze. Ma attenti a non rilassarsi troppo. Il sole, la spiaggia e il relax potrebbero costare brutte sorprese. Anzi, meglio, salate. E il mare, purtroppo, non c’entra niente.

C’entra invece la strada che porta al litorale pontino, diventata un campo minato. Di autovelox e altre diavolerie tecnologiche, sempre più sofisticate, pronte a punire alla minima distrazione. Una manciata di chilometri orari in più oltre i limiti possono essere fatali. I numeri sono quelli di una guerra dichiarata ai portafogli degli automobilisti, ancora prima che in nome della sicurezza stradale: quattro postazioni fisse di misurazione della velocità in appena venti chilometri, compreso l’ultimo arrivato, un “tutor”, capace di sfornare circa 8000 multe al mese.

Ma andiamo per ordine, partiamo dall’inizio. Dal chilometro 23 della strada regionale 156, meglio conosciuta come Monti Lepini. A dare il benvenuto sulla strada che conduce verso il mare è un “check point” composto da due dispositivi, modello red&speed, posti in maniera simmetrica su entrambi i lati della carreggiata. Una sorta di “colonne d’Ercole” oltre il quale si entra nel mondo degli autovelox. Il limite di velocità in questo tratto di strada è di 70 chilometri orari. A gestire i dispositivi è il Comune di Priverno. Sebbene la strada sia regionale con la manutenzione a carico delle Provincia di Latina, a trarne profitti è il Comune. Una logica infernale.

Ecco allora che la stessa cosa succede pochi chilometri più avanti, appena imboccata la Frosinone-Mare. Andando verso Terracina c’è un autovelox sulla sinistra gestito dal Comune di Roccasecca dei Volsci. Che, come per gli autovelox precedenti, non ha competenze di gestione e manutenzione della strada, di cui si occupa l’Anas, ma in compenso incassa gli introiti delle multe. È l’asfalto, bellezza.

Oltrepassato l’autovelox di Roccasecca dei Volsci, inizia un tratto per così dire “franco”, fatta eccezione per il dispositivo di controllo anti-sorpasso, che si trova in alto sulla carreggiata poco prima dello svincolo per l’abbazia di Fossanova. Acqua fresca rispetto all’ultimo arrivato della Frosinone-Mare che si candida a diventare il vero incubo dei ciociari diretti verso il litorale pontino: il tutor dal Comune di Sonnino, nel tratto dello svincolo per Capocroce.

Il sistema di controllo è stato messo in funzione poco prima delle festività natalizie. I due misuratori sono stati posti a 1507 metri l’uno dall’altro e la loro funzione è quella di calcolare la velocità media di percorrenza in questo tratto di strada in cui vige un limite di 90 chilometri orari. Un sistema di controllo, simile a quello adottato nelle autostrade dove però i limiti di velocità sono più alti, che si sta rivelando una vera e propria fabbrica di multe.

Diabolico o una mano santa, dipende dai punti di vista. Stando ai calcoli effettuati da alcuni legali e tecnici che si stanno occupando dei ricorsi, il tutor sforna una media di 2000-2500 multe ogni dieci giorni. Il conto è stato fatto sulla base di quanto capitato ad un automobilista che ha ricevuto una multa per un’infrazione commessa il 14 dicembre dello scorso anno: il numero del verbale era 906. Pochi giorni dopo, lo stesso automobilista si è visto recapitare un’altra multa, questa volta riferita al 24 dicembre: il numero del verbale era 3960. Ciò significa che in soli dieci giorni il tutor ha registrato la bellezza di 2784 verbali, 278 al giorno. Una strage.

Strage che sta facendo ridere e parecchio le casse del Comune di Sonnino che, considerando una media di 50 euro a multa, incassa grazie al tutore circa 14.000 euro al giorno.

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