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“Mamma non posso andare a scuola, ho mal di pancia”: i disturbi psicosomatici

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“Mamma non posso andare a scuola, ho mal di pancia”: i disturbi psicosomatici

Frosinone

“Mamma non posso andare a scuola, ho mal di pancia”.

Il confine di questa verbalizzazione è molto labile. Spesso i genitori si trovano davanti ad una situazione simile e non sanno quale direzione prendere e cosa fare.

La psicosomatica infantile è molto complessa e fa riferimento al delicato rapporto mente-corpo cercando una diagnosi integrata tra sintomi organici e quelli psicologici.
La letteratura suggerisce che la somatizzazione, soprattutto sotto forma di disturbi ricorrenti, sia piuttosto comune nell’infanzia e nell’adolescenza.

I disturbi più comuni sono mal di schiena, dolori addominali e fatica cronica.

Il ruolo dei genitori è molto importante sia per l’accoglienza del sintomo del bambino, ma soprattutto perché possono influenzare il comportamento nei riguardi del dolore.

Il corretto iter diagnostico dei disturbi di somatizzazione nell’età evolutiva viene eseguito partendo dalla storia del problema fisico spostando successivamente l’attenzione ai meccanismi psicologici sottostanti.

Sembrano interagire diversi fattori: quelli fisici, sociali ed emotivi, dove l'interconnessione tra questi diversi fattori riesce a portare ad una attenta ed accurata diagnosi del problema presentato.

Cosa significa tutto questo?

-          bisogna  prestare attenzione all’arco temporale d’insorgenza del sintomo

-           se correlato ad un evento vissuto particolarmente stressante dal bambino

-           se sono presenti anche altri disturbi fisiologici e psicologici

-           come e a chi viene verbalizzato il sintomo

Pertanto, mi sento di suggerire a tutti i genitori in primis di osservare e capire il sintomo ricorrente di un bambino (anche se il corpo non ci comunica niente da un punto di vista medico, i meccanismi sottostanti della mente sicuramente si) attraverso il sintomo fisico il bambino ci vuole comunicare sempre qualcosa ed è importante accogliere quel qualcosa per riuscire insieme ad esso a codificarlo ed esternarlo.

In un secondo momento suggerisco ai genitori una eventuale psicoterapia utile ai fini di una buona identificazione dell’errore mentale ("Ho mal di pancia, non posso andare a scuola") con una successiva modificazione comportamentale attraverso il riconoscimento emotivo che accompagna il sintomo stesso.

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