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Tentata corruzione: professionista offre soldi a un consigliere, che rifiuta e lo fa arrestare
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Applicavano interessi fino al 50%. Aguzzini a giudizio con l'accusa di estorsione

Sora

Era finito nella morsa dell’usura per far fronte alla gestione di una società: i suoi “aguzzini” sono stati rinviati a giudizio per usura e tentata estorsione. In due, a giugno, dovranno comparire davanti al tribunale di Cassino.

Gli imputati erano stati arrestati dalla Polizia mentre tentavano di estorcere altro denaro alla vittima. Una vicenda drammatica, quella che arriva da un paese del Sorano, venuta a galla alla fine del 2014 quando l’imprenditore, in preda alla disperazione perché costretto a pagare fino a 20.000 euro al mese con interessi che sfioravano il 30%, si era visto costretto a dire tutto ai suoi familiari.

Dopo aver vissuto due anni di inferno, in preda alla depressione e sotto l’incubo delle minacce, la moglie coraggiosa aveva trovato la forza di ribellarsi e presentare una denuncia al commissariato di Sora: ai poliziotti aveva raccontato della sua vita in un contesto familiare ed economico sereno, fino a due anni prima quando improvvisamente tutto era cambiato.

Poco dopo anche il marito si era convinto a denunciare. Il coniuge le aveva confessato di aver avuto problemi economici a fronte dei quali si era rivolto a persone “sbagliate” che pretendevano interessi del 30% sul debito e ogni volta che non rispettava le scadenze doveva anche una somma che oscillava fra i 2.500 e i 5.000 euro, quale servizio di rinnovo del prestito (con interessi totali che quindi sfioravano il 50 per cento).

La coppia per fronteggiare la grave situazione, era stata costretta a mettere mano ai propri risparmi, a vendere tutto ciò che di prezioso aveva in casa e a chiedere prestiti a parenti e amici; l’uomo era arrivato anche a vendere l’automobile e a falsificare la firma della suocera per prelevare dal suo conto corrente. Erano quindi partite le indagini e i due malviventi erano stati arrestati dai poliziotti nel luogo di incontro stabilito per costringere l’imprenditore a “onorare i propri debiti”. A conferma di quanto denunciato erano stati trovati assegni e una sorta di “contabilità”dell’attività illecita.

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