"È di queste ore - scrive - la notizia dell’apertura della procedura di mobilità anche alla Eurozinco di Anagni, con altri 75 lavoratori in mezzo alla strada. Altre famiglie, quindi, in condizioni di incertezza economica che si vanno a sommare a quelle dei lavoratori della Videocon, della Marangoni, dell’Ilva e tante altre realtà che da tempo hanno abbandonato la Ciociaria. Occorre dare una nuova opportunità ai tanti uomini e donne espulsi dal mercato del lavoro e ai tanti giovani in cerca di prima occupazione.

Al momento, fatti salvi pochi importanti grandi gruppi industriali che, fortunatamente, ancora investono in provincia, il tessuto economico ed occupazionale è retto quasi esclusivamente dalle Pmi, vero motore economico del territorio. Per questo - aggiunge - sarebbe importante attivare subito strumenti normativi e finanziari. Penso ad un nuovo Accordo di programma, tarato proprio sulle piccole, micro e medie imprese.

Il precedente Accordo di programma del 2013, infatti, pur partendo da motivazioni e finalità senza alcun dubbio apprezzabili e condivisibili, forse per eccessiva complessità o, forse, per essere stato pensato principalmente per aziende medio grandi, non ha prodotto i risultati attesi o sperati. Ne servirebbe uno nuovo che, questa volta, prima parta da una lettura reale del territorio e delle sue esigenze, quindi porti all’adozione di strumenti su di esso configurati. Le risorse finanziarie necessarie per i nuovi bandi potrebbero essere individuate nel Por Fesr Lazio 2014-2020, la cui dotazione finanziaria ammonta a circa 920 milioni di euro. Oltre, ovviamente, alle risorse aggiuntive che potrebbe rendere disponibili, per il nuovo Accordo, il Ministero dello Sviluppo Economico".