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Monti e Marinelli ci raccontano il loro “Doppio Sogno”: tra Schnitzler e Kubrick
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Monti e Marinelli ci raccontano il loro “Doppio Sogno”: tra Schnitzler e Kubrick

Roma

Nella versione di Giancarlo Marinelli, "Doppio sogno"  è uno spettacolo assai complesso, articolato, con continui richiami interni: ispirato alla omonima novella di Arthur Schnitzler, il “Doppio sogno” di Marinelli, strizza l’occhio anche al film di Stanley Kubrick, “Eyes Wide Shut”. Il personaggio della Murino, infatti, si chiama Nicole (come la Kidman), e poi le atmosfere, le maschere e l’uso delle musiche: da citare in particolare la magnifica “Baby did a bad thing” di Chris Isaak, già apprezzata  nella colonna sonora del film con Tom Cruise e Nicole Kidman.

Eppure c’è una grande differenza con Schnitzler e Kubrick: Marinelli infatti pone l’accento sulla famiglia, sul senso di colpa da espiare, sulla perdita di una figlia. È questa la base del suo racconto, da cui tutto si snoda, a metà tra sogno e realtà. Una regia visionaria, quella di Marinelli, sottolineata dalle ottime scenografie di  Andrea Bianchi.  A Vienna, il dottor Fridolin riceve la confessione dalla moglie Albertine/Nicole: "Ti ricordi, l'estate scorsa, sulla spiaggia danese, quel giovane uomo? Se mi avesse chiamata, non avrei potuto oppormi. Ero pronta a sacrificare te, la nostra bambina, tutto il mio futuro". La confidenza di un tradimento solo immaginato, scatena di fatto la crisi della coppia, che dura l’arco di  una notte, che segnerà un vero e proprio viaggio nell’inconscio umano, e nelle debolezze della carne. Eppure, con il nuovo giorno i due si ritroveranno più  innamorati di prima.

L’intervista: Ivana Monti

Bravissima Ivana Monti, perfetta nel ruolo di Ivana, mamma factotum di Daniel Fridolin, gelosa e possessiva, ma allo stesso tempo, saggia e leale. Tesa a dividere la coppia, più che ad unire.

Doppio sogno è un’opera che si sviluppa su un doppio piano, del sogno e della realtà. Il mio personaggio, che l’adattamento di Marinelli ha deciso di chiamare con il mio nome, Ivana, ebbene manifesta la differenza della visione del sogno e della realtà: nel sogno ha un profilo acerbo, spigoloso,anche molto ironico se vogliamo, però duro, mentre nella realtà-risveglio è una madre che fa la capo-cameriera in un albergo e che soffre, il cui unico sogno è quello di andare a Venezia, dove purtroppo non andrà mai. Nello spettacolo si parla della complessità della mente umana, soprattutto in riferimento al dolore per una mancanza non accettata che spinge il protagonista, Friedolin, a cercare prima le cause e poi a provare a ricomporre la famiglia. Questa ricerca avviene attraverso il sogno. La mia Ivana consolerà il figlio per la perdita dell’amata bambina,anche dopo morta, nell’ultima apparizione della madre, dall’aldilà, da dove spingerà di fatto il figlio ad andare avanti, malgrado il dolore.  È stato indubbiamente molto affascinante  recitare due madri diverse.

Il suo rapporto professionale con il regista Marinelli?

Con Marinelli ho già lavorato ne L’Innocente ed in Elephant Man: è un regista molto impegnativo, dal punto di vista della personalità e della scrittura, perché tira fuori le contraddizioni umane che sono presenti in ognuno di noi. È molto abile nel manifestare la sofferenza, nel renderla tangibile con le sue parole. Riempie le pause ed i silenzi con immagini potenti. Un autore di cui sentiremo senza dubbio sempre più parlare.  

 

L’intervista: Giancarlo Marinelli

Il suo Doppio sogno, sebbene si ispiri a Schnitzler, in realtà introduce varie novità, a livello di scrittura?

Il mio Doppio Sogno è abbastanza fedele al testo di Schnitzler, almeno nei passaggi: la storia è quella di una coppia, che tornata da una festa alto-borghese, entra in una crisi profonda, quando la moglie rivela al marito di un suo tradimento solo pensato, una sorta di sbandata onirica, avvenuta in Danimarca, l’estate precedente. “Ti ricordi, l’estate scorsa, sulla spiaggia danese, quel giovane uomo? Se mi avesse chiamata, non avrei potuto oppormi. Ero pronta a sacrificare te, la nostra bambina, tutto il mio futuro”. (ndr.) Da questa confidenza inaspettata,  inevitabilmente, nasce questo conflitto che li separa, per un’interminabile notte. Lui viene portato via da un suo paziente che sta morendo, e lei rimane sola a casa. È la notte di Halloween e succederà di tutto: una sorta di viaggio nella mente, nell’inconscio, nei nostri fantasmi e nelle nostre fantasie. Io in realtà non amo particolarmente Schnitzler e Kubrick, anche se li rispetto profondamente entrambi. Quando mi accingevo a  scrivere questo spettacolo, o meglio proprio mentre ero alla ricerca di una nuova ispirazione , dopo il grande successo delle due stagioni di Elephant Man, ero nel frattempo diventato padre: così mi capitò di leggere come sarebbe dovuto iniziare Doppio Sogno, erano due righe: il dottor Frodolin entrava in casa e sentiva la figlia dormire. Allora mi chiesi: “Come si può sentire dormire la propria figlia?”. Da questa frase nasce tutto il viaggio, con questa bellissima compagnia di attori. 

Può accennare alla sua definizione di teatro Multiplo?

È una mia esigenza, quella di provare i miei attori in più ruoli, ma non semplicemente cambiandoli d’abito: come se la loro sovrabbondanza di talento fosse talmente straripante da rompere gli argini e le regole drammaturgiche. Una storia che in realtà è tante storie.

 

Il Cast:

-Doppio Sogno-
di Giancarlo Marinelli
tratto dall’omonimo racconto di Arthur Schnitzler
con Ivana Monti, Caterina Murino, Ruben Rigillo, Rosario Coppolino

scene Andrea Bianchi 
costumi Adelia Apostolico
musiche Roberto Fia
light designer Mirko Oteri
regia Giancarlo Marinelli

 

Curiosità:

Doppio sogno (titolo originale tedesco Traumnovelle) è un romanzo breve, o novella, di Arthur Schnitzler scritto nel 1925. La traduzione letterale del titolo dal tedesco è Novella del sogno.

 

Frase cult dal film “Eyes wide shut”:

“Nessun sogno è mai soltanto sogno”

(Tom Cruise, Dott. William "Bill" Harford)

 

 

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