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Lunedì 05 Dicembre 2016

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Alloggio Ater inagibile, si va verso la denuncia alla Procura della Repubblica

L'intonaco scrostato dell'alloggio Ater in via Bellini

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Alloggio Ater inagibile, si va verso la denuncia alla Procura della Repubblica

Frosinone

«Se Comune e Ater non interverranno quanto prima, presenterò denuncia alla Procura della Repubblica». Antonella Donato, figlia dell’anziano costretto a vivere in un appartamento Ater in via Bellini che versa in condizioni pietose, si dice pronta a chiamare in causa l’autorità giudiziaria nel caso in cui non verrà trovata tempestivamente una nuova sistemazione per il padre.

La donna, che da anni denuncia lo stato pietoso dell’abitazione, senza però aver mai ottenuto risposta, nei giorni scorsi ha sollecitato un sopralluogo dell’Ufficio igiene dell’Asl. Lo scorso 17 febbraio la visita dei tecnici. Inequivocabile la sentenza: i locali sono inagibili.

«L’alloggio non dispone di un ambiente soggiorno - si legge nel verbale rilasciato - Parte degli ambienti risultano interessati dalla presenza di copiosa umidità, anche pregressa, estese macchie di muffa e parziale distacco dell’intonaco su zone della parete e del soffitto, causate presumibilmente da infiltrazioni di acque meteoritiche provenienti dalla sovrastante copertura a terrazzo». Dopo aver descritto nel dettaglio quelli che sono i problemi, la conclusione: «Quanto sopra costituisce carenza di requisiti igienico-sanitari fondamentali per l’agibilità dell’ambiente abitativo. Si certifica, pertanto, che l’abitazione, allo stato attuale, per le lacune riscontrate, è da ritenersi insalubre e antigienica, rischiosa per la salute dei suoi occupanti e quindi inagibile ai sensi del DM del 5 luglio 1975».

«Il resoconto - aggiunge la signora Antonella - è stato inviato al Comune. Sono trascorsi una decina di giorni, ma nessuno si è degnato di contattarmi. Dall’Ater, invece, non fanno che ripetermi la stessa tiritera, ovvero che non hanno case da poter assegnare e che, pertanto, del caso dovrà occuparsene l’amministrazione comunale. Ma da viale Mazzini rimandano la palla agli uffici di via Marittima. Adesso sono stanca di questo scaricabarile. Mio padre non può più essere costretto a vivere in quelle condizioni. Una soluzione va trovata e al più presto. Mi aspetto una risposta in tempi brevi, soprattutto perché parliamo di una persona disabile che merita ben altra considerazione. Basta tergiversare. Basta con le solite scuse. Se non avrò novità la prossima settimana, mi rivolgerò alla Procura della Repubblica, anche perché in quello che alcuni si ostinano ancora a chiamare appartamento continua a piovere. Nessuno dei molteplici problemi è stato risolto e francamente faccio fatica a comprendere come il commissario Ciotoli possa aver sostenuto il contrario».

Le dichiarazioni di Ciotoli

«I tecnici stanno provvedendo a riparare i guasti, ma per intonaco e tinta occorrerà che si asciughino i muri». Così qualche giorno fa il commissario dell’Ater Antonio Citoli interpellato dopo la denuncia della signora Antonella. «Purtroppo - ha aggiunto - per installare un ascensore (una carenza che rende molto difficile all’anziano uscire di casa, ndr) non ci soni i presupposti. Per quanto riguarda lo spostamento al piano terra, invece, si potrà effettuare solo con il consenso dell’inquilino che dovrebbe traslocare. Certo è che se il Comune avesse a disposizione un altro alloggio potrebbe sempre destinarlo al signor Donato, visto che si occupa delle assegnazioni in base alle graduatorie».

Il Comune

«Non siamo noi ad occuparci di quelle case - ha ribattuto da canto suo l’assessore ai Servizi sociali Carlo Gagliardi - ma qualora dovessimo ricevere una richiesta di aiuto non avremmo alcun problema a fare la nostra parte, sempre nel rispetto delle regole». Con queste posizioni appare inevitabile il coinvolgimento della Procura.

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