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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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Inarrestabile perdita di posti di lavoro. Dall’area nord si leva il grido d’allarme

Foto d'archivio

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Inarrestabile perdita di posti di lavoro. Dall’area nord si leva il grido d’allarme

Anagni/Fiuggi

Una situazione esplosiva, e purtroppo non è una novità. Ma nei prossimi mesi la vertenza lavoro per l’area nord rischia di diventare veramente un quadro sociale drammatico. La lista delle crisi aziendali è ormai inarrestabile, con migliaia di famiglie in difficoltà e centinaia di queste che non avranno a breve più nemmeno l’esiguo introito di un ammortizzatore sociale.

Il caso Videocon

Ben 147 lavoratori a giugno scorso sono usciti dal sostegno degli ammortizzatori sociali, il 14 giugno diranno addio all’aiuto economico altri 352. «Chiediamo di affrontare questa emergenza - afferma Gino Rossi della Vertenza Lavoro Frusinate -stiamo parlando di tutti padri di famiglia e tra poche settimane queste persone, non avranno più nessun sussidio e sarà un dramma. Il nostro interlocutore è la Regione Lazio, non la Provincia o il Ministero. Lunedì ci sarà un incontro con i sindaci, che comunque è doveroso ribadire non hanno strumenti, sono già in difficoltà nella gestione delle loro amministrazioni. Poi il 9 ci sarà questo famoso incontro in Regione, dove vogliamo mandare sindaci e presidente della Provincia con un documento unitario, perché dalla Regione ci aspettiamo risposte immediate, il 14 giugno è dito l’angolo».

Eurozinco

La notizia dell’avvio di 75 licenziamenti pochi giorni fa presso lo stabilimento ha scatenato la dura reazione di Massimo Arilli, segretario provinciale Cisal Metalmeccanici. L’8 marzo ci sarà l’incontro tra la Società Eurozinco spa di Anagni e i sindacati. «La posizione della Cisal Metalmeccanici è chiara - afferma Arilli - posto che rispetto a 75 licenziamenti va ricercata ogni possibile alternativa, per salvaguardare i posti di lavoro. La Cisal ritiene la procedura di mobilità irricevibile e improcedibile. Per questo rivolgiamo un appello a tutte le sigle sindacali e alla Rsu di stabilimento, affinché si utilizzino tutti i giorni previsti dalla legge per esperire la procedura di mobilità ovvero 75 giorni, senza accorciatoie, coinvolgendo l’Assessorato al Lavoro della Regione, con l’obiettivo di trovare una soluzione ai 75 lavoratori e scongiurare i licenziamenti».

Terme di Fiuggi

Una vertenza che va avanti da mesi e che ora sembra essere arrivata agli sgoccioli. Dopo le “fumate nere” negli incontri scorsi, è stato riconvocato per giovedì 10 marzo presso la Regione Lazio, Ufficio Politiche del Lavoro, il tavolo sindacale, per discutere nel merito della procedura di licenziamento aperta nei giorni scorsi dalla Soc. Atf, gestore dei complessi termali ed interamente controllata dal Comune di Fiuggi, e che interesserà 34 lavoratori con contratto a tempo indeterminato sui 47 presenti. Alla luce dei fatti sulla scorta anche degli esiti delle serrate trattative in corso in sede aziendale, con ogni probabilità, giovedì prossimo si registrerà un mancato accordo tra le parti. Se a questo elenco si aggiunge la vicenda Sistema Compositi, Marangoni e chi più ne ha ne metta, allora si può parlare per l’area nord di un quadro desolante e drammatico sul fronte lavoro. Che oggi pare non esserci più!

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