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Sesso sfrenato e notti hard in Comune: spuntano anche una minore e una piscina

Foto d'archivio

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Sesso sfrenato e notti hard in Comune: spuntano anche una minore e una piscina

Aquino

Una storia che ha lasciato senza parole l’intera provincia. Sia gli amministratori che i cittadini di Aquino - teatro di questa torbida storia tra luci rosse, promesse di posti lavoro, minacce e denunce - hanno appreso la notizia degli incontri bollenti nelle stanze del Comune di Aquino come una delle storie più incredibili degli ultimi anni. A parlare in difesa di una delle presunte “vittime” è proprio il padre. La ragazza, una minorenne, sarebbe finita nella rete delle lusinghe dell’ammaliante assessore.

Una vicenda che l’avrebbe segnata nel profondo e che la costringerebbe a vivere una situazione personale e psicologica particolarmente delicata. Un “corteggiamento maldestro e di pessimo gusto”, come lo definisce l’uomo che parla anche di artifici e abusi di fiducia che indussero la giovane a recarsi nella casa comunale per restarci poi chiusa tre lunghe ore. Parla di un incubo il papà di Maria, un nome di fantasia per la ragazza. Diversi gli episodi, due in particolare: uno riferibile ad un invito in piscina in piena notte e uno, appunto, nelle stanze comunali dove ci sarebbe stata addirittura un’altra persona, che non farebbe parte dell’amministrazione, ma altrettanto nota.

«Un pensiero che mi tormenta ogni giorno - ha scritto il padre in una lettera - Una storia che ci ha segnato». In paese i pettegolezzi corrono, e andare avanti è difficile. La richiesta di risarcimento milionaria ha lasciato una scia di commenti tra chi è preoccupato per quanto accaduto a queste donne, che in cambio della promessa di un lavoro si sarebbero concesse senza troppe remore, e chi invece sarcasticamente critica atteggiamenti e comportamenti già visti in molti altri posti e sicuramente smentisce i retroscena politici. Resta la questione, restano queste presunte nottate estive di sesso in Comune, con pomeriggi altrettanto bollenti negli uffici del Palazzo e queste donne rimaste ammaliate dalle promesse del sedicente assessore. Tutte vicende da verificare e da confermare, spetterà agli uomini di legge nelle sedi appropriate fare le giuste valutazioni del caso. Intanto, la prima udienza dinanzi al Tribunale di Roma è fissata per il 3 giugno 2016

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