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Martedì 06 Dicembre 2016

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Il Tar dice no allo stop alla centrale a biomasse

Il Tar di Latina

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Il Tar dice no allo stop alla centrale a biomasse

Frosinone

Il Tar blocca lo stop alla centrale a biomasse. La Bioenergia srl aveva infatti impugnato l’ordinanza sindacale del Comune di Frosinone del 15 gennaio con la quale l’ente aveva stoppato il progetto di realizzare, in zona aeroporto, una centrale a biomasse. E ora i giudici amministrativi di Latina hanno accolto la richiesta di sospensiva della ditta, rappresentata dagli avvocati Luigi Cesaro, Valentina Arruzzo e Giusy Migliorelli, fissando nel contempo la trattazione del merito del ricorso per l’udienza del 6 ottobre 2016.

Il Tar ha anche condanno il Comune al pagamento di 500 euro di spese. Tutto nasce dalle polemiche innescate dal primo ok dato dal Comune all’impianto. Erano i giorni dell’emergenza polveri sottili alle stelle, con Frosinone al primo posto in Italia per il secondo anno consecutivo, e valori record anche nei primi giorni del 2016. Ci fu dunque una levata di scudi. Tra i più attivi a contestare il progetto c’era l’associazione medici di famiglia per l’ambiente che, numeri alla mano, cercava di dimostrare la correlazione tra biomasse e polveri sottili e fini. E anche ciò, alla fine, ha indotto l’ente di piazza VI dicembre a un ripensamento.

L’amministrazione ha così deciso di sospendere per sei mesi l’efficacia del provvedimento autorizzativo e il rilascio di ulteriori nulla osta per impianti analoghi nell’ambito dei provvedimenti per il risanamento e il mantenimento della qualità dell’aria. Con un quadro ambientale tanto drammatico come l’attuale - era il senso dell’intervento del sindaco Nicola Ottaviani e dell’assessore all’Ambiente Francesco Trina nel corso di una conferenza stampa per motivare lo stop - il Comune di Frosinone non può permettersi di ospitare una struttura del genere.

Una scelta che la Bioenergia, la srl interessata a realizzare l’impianto in via Mola d’Atri, a ridosso dell’area industriale, ha voluto impugnare davanti al tribunale amministrativo. La decisione è stata di accoglimento in considerazione del fatto che il ricorso risulta assistito dal “fumus boni juris” soprattutto con riguardo alla violazione di una norma del piano di risanamento della qualità dell’aria, «recante una misura (“riduzione della combustione ad uso industriale”) limitativa quindi di stretta interpretazione, non applicabile al caso di un impianto ancora da costruire».

Per il Tar inoltre non sussistono le condizioni, prescritte dal testo unico degli enti locali, sui provvedimenti d’urgenza adottabili dal sindaco, in caso di emergenze sanitarie. Per la cronaca l’impianto di via Mola d’Atri ha una potenza prevista di 999kilowattora, energia prodotta dalla combustione di materiale legnoso. Le biomasse, peraltro, rientrano nell’ambito delle energie rinnovabili. La messa in funzione della centrale prevede un sistema di teleriscaldamento a favori di enti pubblici che beneficiano dell’energia prodotta dall’impianto. Un modo anche per bilanciare l’emissione in atmosfera delle polveri.

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