Il giornale di oggi

abbonati

sfoglia

Domenica 04 Dicembre 2016

Meteo Frosinone









Cassino come la Terra dei fuochi. Nel territorio altissima incidenza di tumori

I rilievi effettuati sul Nocione dalla Guardia di Finanza e dai tecnici, insieme agli ambientalisti che sostennero dure battaglie per la salute

0

Cassino come la Terra dei Fuochi: pronta la denuncia degli ambientalisti

Cassino

Rifiuti e veleni interrati, gli ambientalisti puntano il dito su un’altra bomba ecologica sotto il “tappeto”. Pronta una denuncia per far luce sulla questione. Che la Consulta dell’Ambiente di Cassino abbia sollevato il coperchio del vaso di Pandora portando alla ribalta il caso ormai archiviato sui presunti illeciti smaltimenti in contrada Nocione è ormai cosa acclarata.

Così come che Cassino, finita anche tra le pagine del libro di Ferrari e Trocchia sulla vita dell’agente della Criminalpol Roberto Mancini, sia da ritenere “madre” delle ecomafie nel Basso Lazio, per quella contiguità spaziale pericolosa e irresistibile per gli appetiti criminali. Come sosteneva anche Mancini, che nella sua informativa (che lo porterà a parlare con vent’anni d’anticipo della Terra dei Fuochi) metterà Cassino al centro degli interessi anche di criminali di spessore e, tra gli altri, proprio di quel «Carlo di Casal di Principe (che non è Carlo De Angelis, trale altre cose scomparso a causa di una terribile malattia, ndr)» che rappresentava il trait d’union tra la Campania e il Lazio.

Ciò che finora non era ancora emerso (anzi, non era stato preso in considerazione) è, invece, un appezzamento di terreno, a 800 metri dal Nocione, dell’estensione di 3.200 metri. Un fazzoletto di terra, oggi pieno di erbacce, sotto cui potrebbero essere stati seppelliti i veleni e i rifiuti ospedalieri, attiguo alla pista ciclabile. Gli stessi veleni che avrebbero potuto causare l’inquinamento del pozzo - a 20 metri circa dal Nocione - le cui acque vennero analizzate da Arpa e Noe evidenziando pericolosi metalli. Rileggendo le carte, infatti, gli ambientalisti si sono resi conto della presenza di preziose testimonianze rese alla Guardia di Finanza durante i mirati accertamenti.

Testimonianze non valutate, che potrebbero portare direttamente a un’altra bomba ecologica sotto il “tappeto”. E per questo, a giorni, presenteranno all’autorità inquirente competente una denuncia dettagliata sui sospetti e sui dubbi sollevati in merito. Non ultimo, come ricordato da Edoardo Grossi della Consulta dell’Ambiente, la questione dei covoni sequestrati dalla finanza. Di quelle sette rotoballe, lasciate sul terreno inquinato, ne sono rimaste quattro. Le altre dove sono finite? Possibile che siano state date in pasto agli animali della zona i cui prodotti sono finiti sulle nostre tavole?

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400