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evasi da Rebibbia
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Finisce la fuga dei due romeni evasi domenica scorsa da Rebibbia

Roma

Bloccati entrambi i malviventi romeni che domenica scorsa erano evasi dal carcere di Rebibbia di Roma, lasciandosi alle spalle una nube di polemiche sulle misure di sicurezza del carcere stesso.

Il primo dei due, Catalin Ciobanu, che proprio due giorni fa sarebbe dovuto comparire come imputato nel processo per sequestro di persona per la morte, come conseguenza di altro reato, di un commerciante egiziano prelevato da casa e stroncato da un infarto, si è costituito ieri sera alla stazione dei Carabinieri di Tivoli. Dopo essersi costituito, il ventottenne è stato portato in ospedale per dei traumi avuti durante l'evasione: la frattura di una costola ed escoriazioni alla mano sinistra. Successivamente è stato rinchiuso nel carcere di Regina Coeli e sottoposto ad attenta vigilanza per motivi precauzionali. Ciobanu, sentendosi braccato, ha trascorso 3 giorni senza bere e mangiare, nascosto in una struttura abbandonata di fronte al carcere di Rebibbia. Solo ieri ha presso un autobus di linea e raggiunto un amico presso un campo rom di Tivoli, dove non trovando solidarietà e inseguito dalle forze dell'ordine ha deciso di costituirsi.
«Ho parlato con Catalin Ciobanu - ha detto l'avvocato Andrea Palmiero - era mortificato e avvilito. Si è costituito perché ha capito di aver sbagliato e di aver fatto una sciocchezza scappando dal carcere di Rebibbia». «Il processo che lo riguarda - ha aggiunto - non è affatto compromesso. Abbiamo le carte in regola per provare la sua innocenza».

Nella notte è finita anche la fuga di Mihai Florin Diaconescu, bloccato a bordo di un furgone nella zona di Tivoli Terme. Il trentatreenne ha tentato anche una breve fuga a piedi, ma alla fine si è dovuto arrendere alle forze dell'ordine.

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