Il giornale di oggi

abbonati

sfoglia

Giovedì 08 Dicembre 2016

Meteo Frosinone









evasi da Rebibbia
0

Due evasi a Rebibbia. In allerta anche la provincia di Frosinone

Roma

Catalin Ciobanu e Mihai Florin Diaconescu, di 33 e di 28 anni, di nazionalità romena, ieri sera si sono calati con le lenzuola dopo aver segato le sbarre del magazzino in cui erano impiegati come lavoranti, hanno superato anche il muro di cinta di Rebibbia e si sono trovati in strada lungo via Tiburtina. Qui un testimone li avrebbe visti prendere un autobus di linea C. Le ricerche dei due fuggiaschi, ritenuti pericolosi, sono scattate in tutta Italia, in allerta anche la provincia di Frosinone. Questa mattina, i loro difensori, Cristiano Brunelli, Andrea Palmiero e Gianluca Nicolini, hanno lanciato un appello: «Costituitevi subito. Mettetevi al più presto a disposizione delle autorità e delle forze dell'ordine. Solo così potete evitare di peggiorare la vostra situazione».

I loro identikit sono stati diramati a tutte le unità. Entrambi sono condannati rispettivamente uno per omicidio e sequestro di persona e l'altro per rapina. L'evasione è avvenuta nel reparto G11 del Nuovo Complesso del carcere romano, penitenziario che ospita tra l'altro da qualche mese nell'aula bunker il processo per Mafia Capitale. La zona passeggi in cui si sono trovati è chiusa da tutti i lati, ma non nella parte superiore - secondo una fonte sindacale della polizia penitenziaria -, così sarebbero riusciti a scavalcare la recinzione.

«Spero che Diaconescu si metta presto a disposizione delle autorità e delle forze dell'ordine - ha detto l'avvocato Cristiano Brunelli - Negli ultimi giorni era molto agitato per un residuo di pena che era arrivato, di ulteriori 2 anni e mezzo, ma non immaginavo una decisione simile».
Ciobanu è invece coinvolto nella morte di un commerciante egiziano, vittima di estorsioni, prelevato da casa e deceduto per infarto nel 2013. Diaconescu sarebbe dovuto uscire nel 2021. Nel suo passato c'è una rapina in villa avvenuta a Scandarello in provincia di Rieti nel settembre 2008 ed un colpo messo a segno da una banda in un autosalone di Tivoli.

Controlli erano stati attivati alle frontiere. «La Fns Cisl Lazio ritiene che il personale in servizio di polizia penitenziaria nei 14 istituti penitenziari della regione Lazio - ha affermato il segretario generale aggiunto Massimo Costantino - è sottodimensionato e non più rispondente alle esigenze funzionali degli Istituti, dove si continua a registrare un esubero di detenuti rispetto alla capienza detentiva prevista». E Donato Capece, segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria Sappe, ha denunciato: «Al momento della fuga, c'erano di guardia solo due agenti per complessivi 150 detenuti». Ma il capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, Santi Consolo, ha spiegato: «Le informazioni provvisorie dicono che nel padiglione G11, dove c'erano circa 300 detenuti, gli agenti erano nove, tre per piano. Dobbiamo verificare quale era l'ordine di servizio e il livello di sicurezza, come mai non c'è stato l'allarme, se i sistemi sono stati collocati a regola d'arte e se la manutenzione era adeguata». Poi ha voluto precisare: «Un eccesso di allarme per l'evasione di due detenuti non deve creare paura nella collettività, i nostri istituti sono sicuri - ha continuato Santi Consolo - Sono consapevole però che c'è necessità di risorse e di personale e vanno potenziati sistemi di allarme moderni per evitare le evasioni».

Ma questa è solo l'ultima evasione di una lunga serie per il carcere alla periferia nord est della capitale. Il 12 febbraio del 2014 invece, quasi due anni esatti fa, altri due detenuti scapparono con la stessa modalità: calandosi con le lenzuola dalle loro celle fuggendo così dalla cosiddetta "terza casa" di Rebibbia, l'area in cui sono reclusi i tossicodipendenti. Un caso su cui la procura di Roma aveva aperto un'inchiesta oltre all'indagine interna avviata dal penitenziario per le modalità beffa della fuga. Il precedente più recente, invece, risale al Ferragosto scorso quando un giovane scappò dal carcere mentre stava per essere sottoposto ad alcuni accertamenti sanitari all'ospedale capitolino Sandro Pertini. Una fuga durata due giorni e finita con l'arresto nella stazione di Milano.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400