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L'acido muriatico, la porta e i licheni: perché il Ris è tornato nella caserma
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L'acido muriatico, la porta e i licheni: perché il Ris è tornato nella caserma

Il sopralluogo in corso dei carabinieri del Ris negli alloggi di servizio della caserma di Arce, all'epoca dell'omicidio di Serena Mollicone, in uso alla famiglia del maresciallo Franco Mottola, prende le mosse dalla decisione del gip del Tribunale di Cassino, Angelo Valerio Lanna, di concedere una proroga delle indagini. Nell'ordinanza, per quanto riguarda la caserma, il giudice si sofferma su tre punti. Eccoli.

La visita

Alle ore 11 del 1 giugno 2001 Serena si reca alla caserma dei carabinieri di Arce. Circostanza confermata da diverse dichiarazioni, compresa quella del brigadiere Santino Tuzi che, tre giorni prima del presunto suicidio, alla Procura riferisce che dall’alloggio di servizio dei Mottola (Tuzi non precisò chi della famiglia) ricevette l’indicazione di lasciare passare Serena.

I licheni

Il giudice Lanna, tra le atre cose, fa cenno anche al fatto che il pubblico ministero «ha giustamente sottolineato come le tracce vegetali rinvenute su uno degli indumenti di Serena (il lichene), pur non potendo costituire elemento esclusivo a carico, non possono non rivestire una qualche valenza dimostrativa. E sono tracce vegetali presenti anche nei dintorni della caserma dei carabinieri di Arce».

La porta rotta

A tale proposito il gip rammenta che «all’interno di uno degli alloggi della caserma fosse pacificamente presente una porta, che risultava essere rotta all’altezza di circa 1,50-1,60 metri mediante un urto violento». E una delle ipotesi investigative percorse, prosegue Lanna, «è che il capo della ragazza sia stato violentemente portato a collisione contro la porta», provocandone il decesso. 

L’acido muriatico

E ricordando l’ipotesi dell’urto contro la porta, il gip evidenzia anche l’altro dettaglio che, secondo il castello accusatorio, confermerebbe la circostanza del ferimento. È risultato infatti che la donna di servizio «Rosa Mirarchi, su indicazione di Anna Maria Mottola», ha utilizzato «acido muriatico per pulire i locali: trattasi dell’unico elemento in grado - precisa Lanna - di eliminare del tutto tracce ematiche e di qualsivoglia altro genere».

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