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Si accende il caso del messaggio whatsapp su Elton John a Sanremo

L'esibizione di Elton John al Festival di Sanremo ha suscitato molte reazioni

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Si accende il caso del messaggio whatsapp su Elton John a Sanremo

Ripi

Il sindaco chiude l’ “Elton John gate”. Sono giorni e notti nei quali in paese non si parla di altro, per strada, nei bar, sui social network. Il caso nasce poco prima dell’esibizione del cantante inglese Elton John a Sanremo lo scorso 9 febbraio: su un gruppo Whatsapp parrocchiale viene diffuso un messaggio che invitava a spegnere la tv in segno di protesta contro la pratica dell’ “utero in affitto”, che l’artista, icona mondiale della comunità gay, ha utilizzato per avere i suoi due figli.

Il gruppo comprende diverse famiglie e bambini e a qualcuno dei genitori interessati il messaggio non è piaciuto affatto. Da qui le rimostranze e le polemiche che hanno trasformato la vicenda in un vero e proprio caso. Si tratta di un messaggio preconfezionato prodotto da un’associazione nazionale delle famiglie e diffuso sui social nell’ultima settimana, messaggio che è stato condiviso anche dalla catechista di Ripi sul gruppo Whatsapp.

Naturalmente la notizia ha avuto particolare risalto per via del dibattito nazionale e parlamentare sul decreto legge Cirinnà sulle unioni civili. La norma intende regolamentare la situazione delle coppie di fatto, sia etero che omosessuali, con un istituto diverso dal matrimonio civile “classico”. Il Ddl prevede anche la “stepchild adoption”, ovvero “adozione del figliastro”, cioè l'adozione, da parte di un membro della coppia, del figlio dell’altro componente della stessa. L’utero in affitto è vietato in Italia e la Cirinnà mantiene inalterato tale divieto, ma c’è forse timore che tale pratica subisca un’impennata proprio grazie alla legge sulle unioni civili.

Il messaggio sul gruppo Whatsapp ha sollevato un vespaio, con discussioni a tutto campo tra i cittadini e gli stessi parrocchiani: chi parla di difesa dei valori della Chiesa, chi vede nel messaggio un’eccessiva ingerenza, chi se la prende con la stampa che ha sollevato il caso. Non mancano toni aspri. Quantità e intensità delle discussioni dimostrano quanto i cittadini di Ripi siano sensibili alla tematica in questione. Già ieri è intervenuto il parroco di Ripi, don Sergio Reali, il quale ha voluto stemperare i toni e le polemiche.

Sulla stessa linea sembra essere il sindaco Roberto Zeppieri, che si limita a dire: «Ritengo sia una questione di cui si è parlato fin troppo. In realtà non doveva proprio iniziare: credo che la vicenda sia scaturita da una leggerezza. Più in generale, penso che la Chiesa cattolica esprima legittimamente la propria posizione. Naturalmente però sono i genitori che hanno il diritto di decidere ciò che è bene per i propri figli e cosa fare o non fare nelle proprie case».

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