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Lunedì 05 Dicembre 2016

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Truffa da 670mila euro: c'è anche l'ex calciatore romanista Statuto
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Truffa da 670mila euro: c'è anche l'ex calciatore romanista Statuto

Frosinone

C’è anche l’ex calciatore di Roma e Udinese, Francesco Statuto, nell’elenco delle parti offese in una maxi truffa ai danni di un gruppo di risparmiatori ciociari. Ha destato grande clamore la notizia della truffa, da 670 mila euro, per la quale la procura di Frosinone potrebbe chiedere il rinvio a giudizio di tre intermediari finanziari, i romani F.R. e C.V.A. e l’alatrense D.V. I tre sono accusati di aver promesso investimenti garantiti attraverso una società che aveva sede nel Principato di Monaco.

Ma alla fine in 19, di cui 18 residenti tra Frosinone e Alatri, hanno perso i propri risparmi, per cui non è rimasto altro da fare che presentare una dettagliata denuncia. Denuncia presa in carico dalla Guardia di Finanza di Roma che ha indagato le tre persone, che dovranno comparire davanti al gup del tribunale di Frosinone. Nel frattempo, la difesa dei tre ha sollevato un’e ccezione di competenza territoriale per cui il fascicolo dalla capitale è stato trasferito al capoluogo ciociaro. In base a quanto ricostruito nel corso delle indagini ai risparmiatori erano stati promessi rendimenti non altissimi, ma comunque cospicui, tra il 6 e il 7 per cento annuo.

E all’inizio le cose erano andate bene. Nel senso che alla scadenza delle cedole, i risparmiatori avevano incassato gli interessi sul capitale investito. Così grazie anche al passaparola la clientela era lievitata. I rapporti con gli investitori erano tenuti a Roma, dove c’era un ufficio commerciale di C.V.A., ma anche direttamente a Frosinone e Alatri e anche nelle abitazioni dei sottoscrittori degli investimenti.

I primi contratti risalgono molto indietro nel tempo, tra il 2001 e il 2002. C’è chi investe somme modeste, tra i 5.000 e i 20.000 euro, poi quando gli investimenti sembrano fruttare bene sul piatto arrivano somme sempre più consistenti, 40.000 euro, 90.000 e perfino 240.000. A tenere i contatti con i clienti, secondo le accuse, è all’inizio l’alatrense che, a sua volta, si rapporta con F.R. Mentre l’altro si sarebbe limitato a fornire una base logistica. Il grosso dell’attività di intermediazione finanziaria si svolge comunque in provincia.

A un certo punto qualcosa comincia ad andare storto: siamo nel 2009 quando i primi risparmiatori cominciano a chiedere indietro il capitale. Ma si scontrano con un muro di gomma. Prima le scuse, poi i protagonisti di questa vicenda cominciano a negarsi. Nel frattempo, la gestione dell’attività passa a F.R., il quale, sempre più in difficoltà a fronteggiare il pressing dei creditori, scarica la responsabilità di tutto sull’altro romano. Il risultato alla fine è impietoso: i soldi sono andati persi con investimenti sbagliati. Almeno questa è una delle motivazioni addotte. Partono allora le prime denunce. Il prossimo 26 febbraio ci sarà l’u d i e nza preliminare. Per le vittime, tra cui pubblici dipendenti, liberi professionisti nonché l’ex calciatore, ora allenatore, si costituiranno parte civile gli avvocati Liberata Palmigiani, Davide Giacomini e Stefano Popolla.

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