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Il tribunale di Frosinone

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Investimenti sicuri, ma è una truffa. Tra i raggirati anche ex calciatore della Roma

Frosinone

Promettevano investimenti garantiti. Interessi del 6-7 per cento annuo che venivano liquidati a scadenza. Ma a un certo punto capitale e interessi si sono letteralmente liquefatti. Parte da qui una maxi truffa da 670 mila euro nella quale sono incappati 18 risparmiatori ciociari e un ex calciatore della Roma degli anni Novanta. Le menti della truffa, secondo l’accusa, sono due romani F.R., e C.V.A. insieme all’alatrense D.V. Le vittime, invece, sono residenti a Frosinone e Alatri.

I primi contatti tra le parti iniziano nel periodo 2001/02 quando si fanno i primi investimenti. Il capitale è garantito e viene riconosciuto un interesse che varia tra il 6 e il 7 per cento. I promotori avevano costituito una società di intermediazione finanziaria con sede nel principato di Monaco. All’inizio, per diversi anni, va tutto bene. Alla scadenza vengono liquidati gli interessi. Per cui, anche grazie al passaparola, gli investimenti proseguono anche a buon ritmo. Soldi sicuri insomma. C’è chi investe somme modeste, tra i 5.000 e i 20.000 euro, ma altri ancora mettono nelle mani dei promotori somme importanti, 40.000 euro, 90.000 e perfino, il calciatore, di 240.000.

A tenere i contatti con il gruppo di risparmiatori ciociari è l’alatrense che, a sua volta, si rapporta con F.R. A supporto dell’attività c’è l’ufficio di C.V.A, a Roma, dove si tengono alcuni incontri. Ma nella maggior parte dei casi è in Ciociaria che si firmano i contratti per gli investimenti e si registra il passaggio di denaro per le operazioni finanziarie. I primi problemi iniziano a materializzarsi nel 2009. In particolare uno degli investitori pretende la restituzione del capitale.

Nel frattempo, a tenere i rapporti con gli investitori è F.R., il quale scarica la responsabilità di tutto sull’altro romano. Prima cerca di giustificarsi con una serie di scuse poco credibili finché non salta fuori la verità. I soldi sono andati persi con investimenti sbagliati. E non si sa che fine abbiano fatto. Da lì partono le denunce: l’attività investigativa condotta dalla Guardia di finanza di Roma.

Poi, su richiesta dei difensori dei tre imputati, che sollevano un’eccezione di incompetenza territoriale, le carte passano a Frosinone. Dove il prossimo 26 febbraio ci sarà l’udienza preliminare. Per le vittime, tra cui pubblici dipendenti, liberi professionisti nonché l’ex sportivo, si costituiranno parte civile gli avvocati Liberata Palmigiani, Davide Giacomini e Stefano Popolla. Ma ora sul caso incombe anche il rischio della prescrizione. della serie dal danno alla beffa.

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