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Conversazione con Sandro Di Stefano: la musica delle immagini
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Conversazione con Sandro Di Stefano: la musica delle immagini

Roma

L’anno da poco conclusosi ha segnato per lei un’importante collaborazione con Rai, Musei Vaticani, Centro Tv Vaticano e La Repubblica. Narrati con la consueta professionalità da Alberto Angela, per il Gruppo l’Espresso sono usciti infatti ben sei DVD, ricchi di immagini spettacolari, in abbinamento con il quotidiano La Repubblica, accompagnati dalla sua musica (per un totale di 300 minuti di composizioni originali!). Come è stato affrontare, musicalmente, una sfida così complessa: commentare cioè epoche così diverse tra loro,che vanno dal Rinascimento ai nostri giorni?

Si, il 2015 è stato un anno piuttosto faticoso ma al contempo ricco di produzioni di rilievo che hanno richiesto molta attenzione e creatività. Lavorare su un’opera monumentale ed esaustiva come quella de “Alla scoperta dei Musei Vaticani” è stato innanzi tutto un atto di profonda responsabilità. Come dice Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani : “i Musei Vaticani è l’unico posto al mondo ad essere chiamato al plurale”; ogni altro Museo al mondo è al singolare. Questa affermazione già fa capire l’entità del progetto di comunicazione. 6 DVD da 55 minuti cadauno che attraversano le epoche, dal Rinascimento ai nostri giorni; trattano le opere d’arte e l’architettura conservata nei Musei Vaticani, per un totale di oltre 300 minuti di musica. L’Opera intera ha due principali Main Themes e poi tutto uno snodo di musica di partecipazione, narrativa, in base ai racconti incastrati e alle testimonianze pervenute. Quello che posso dire è che “durante la lavorazione musicale, specie all’interno di luoghi come la Cappella Sistina, ho avvertito la stessa responsabilità di Michelangelo nel toccare nell’intimo luoghi Sacri dell’Arte”. La pittura, la scultura - in generale - vengono definite tali ma in verità ogni opera d’arte è “poesia figurativa” che a differenza della poesia letta non ha le parole; ma appunto per questo la musica è stata chiamata a sostituire la parola, in un linguaggio internazionale fatto di Codici emotivi e suggestioni. Ho curato anche il suono generale di questa produzione occupandomi del sound design e mixage generale. L’Opera è andata molto bene in distribuzione raggiungendo i trecentomila esemplari venduti in Italia. Presto inizierà la distribuzione internazionale e nel frattempo Rai sta predisponendo la messa in onda TV.

Il David di Donatello ( premio cinematografico italiano, assegnato dal lontano 1956 )  può essere considerato come l'equivalente per il nostro cinema del Premio Oscar. Due suoi Film sono stati selezionati quest'anno per  l'edizione 2015-2016, ovvero Seconda Primavera (in uscita il 4 Febbraio) e il film d'animazione Fantasticherie di un passeggiatore solitario (uscito il 26 Novembre 2015, ancora in programmazione). Due opere molto diverse tra loro, quindi, per narrazione e rappresentazione.  Quali differenze sostanziali  si possono riscontrare nella composizione musicale  di questi suoi due lavori? 

Si, sono due film molto diversi fra loro in tutti i sensi. Due film entrambi in concorso al David di Donatello dove per quel che riguarda la musica, sono in gioco sia per la miglior colonna sonora che per la miglior canzone originale.
“Seconda Primavera” ha richiesto un suono molto maturo e deciso, un suono che non avrei potuto dare agli inizi della mia carriera perché per certi film è necessaria la maturità personale prima di quella musicale; Come afferma Ennio Morricone : “è necessario aver assorbito e digerito per bene il passato per presentarsi con idee chiare nel nostro tempo”. La penso allo stesso modo : lo studio e la consapevolezza del passato devono aver attraversato del tutto noi stessi per poi andarsene, lasciando i noi solo l’essenziale che poi altro non è che la consapevolezza del creare percorsi creativi che abbiano un senso vero e mai un clone di altre soluzioni passate o contemporanee. Il film ad esempio contiene anche una song non originale “la canzone dell’amore perduto” di F. De André, in un mio arrangiamento per orchestra completamente nuovo, cantata dall’amico Mario Lavezzi. Anche qui la scrittura ha dovuto fare i conti con molti significati, sono dovuto andare a scavare nella memoria personale e li mi sono accorto di averla digerita a tal punto di poterla riproporre in modo nuovo, nel rispetto del brano originale e dell’autore. Per questo nuovo arrangiamento ho deciso di dirigere la Bulgarian Radio National Orchestra di Sofia che mi ha dato il suono che avevo in mente. “Fantasticherie di un passeggiatore solitario”, al contrario, è un film che ha richiesto tutta la mia immaturità nascosta, quel senso leggero di adolescenza che si perde crescendo. Un film che propone un ricettario fantastico, degno del primo Tim Burton. Ho dovuto veramente rimodulare ogni mio senso reale per entrare in una fantasia perduta che forse non avevo mai conosciuto neanche in età adolescenziale. Ho scoperto di averla, era completamente sepolta, schiacciata da una consapevolezza troppo presente per affrontare questo film. Ne è venuta fuori una colonna ibrida fra l’orchestrale e l’elettronico, con due canzoni originali (una come main theme del film e l’altra come testa del film). Ora sono piuttosto fiducioso nella Giuria del David per la valutazione di queste due colonne sonore, molto vere e molto oneste intellettualmente.

Padre Pio, costruttore di misericordia, film ufficiale del Vaticano sul Santo di Pietrelcina, in uscita anch’esso il 4 Febbraio, prodotto dal Centro Televisivo Vaticano e dal Gruppo San Paolo, con la voce narrante dell’attore Francesco Pannofino: anche qui le musiche portano la sua firma. Ce ne può parlare?

Si, in occasione del Giubileo, il Vaticano ha voluto produrre un DocuFilm commemorativo sulla figura del Santo di Pietrelcina, anche in occasione della traslazione della salma di Padre Pio (per la prima volta) dal Santuario al Vaticano per essere esposta ai devoti e fedeli che giungeranno da tutto il mondo. Si tratta di un film che racconta davvero, come si dice “vita, morte e miracoli” di Padre Pio. Per questa colonna sonora ho deciso un tipo di suono che è stato da subito approvato dalla produzione, ovvero dal CTV, ritenendolo appropriato e rispettoso del tema. La giustezza di una data musica in un film è già contenuta nel film stesso, è necessario solo guardare il film con attenzione e la musica è già contenuta. Io devo solo trascriverla. Non nascondo che il tema mi è piuttosto caro in quanto sono un credente e devoto di San Pio. Durante la prima visione del film mi sono ritrovato assorto nel racconto di Pannofino e sorpreso a canticchiare la musica, come se l’ascoltassi nel film stesso ma il film era senza musica. Ho semplicemente preso la penna e riportato su carta quello che stavo sentendo. Da li è nata la musica di Padre Pio, mai più messa in discussione e mai sostituito neanche una nota. Ho fatto intonare senza testo questa melodia al soprano Vittoria D’Annibale, voce meravigliosa e timbro unico, la quale ha subito capito il ruolo ed il senso della musica.

Non solo cinema: nell’autunno 2012 ha diretto gli arrangiamenti dell’ultimo disco di Ornella Vanoni “METICCI”, prodotto dalla SONY MUSIC, produttore esecutivo Mario Lavezzi. C’è differenza tra la musica intesa in senso “tradizionale” e quella applicata alle immagini? Il suo approccio con il linguaggio cinematografico segue delle precise regole?

A questo genere di domanda amo sempre rispondere così “La musica assoluta, ovvero quella che nasce senza rapporti è come la tela per il pittore : bianca, vuota, tutto liberamente scelto dall’artista il quale può decidere soggetti, colori, prospettive senza imposizioni. Anche per la musica da concerto è così. La musica per il cinema invece non ha tutta questa libertà. Essa deve per forza di cose fare i conti con tutta una serie di altre figure, racconti e tempi all’interno della stessa opera. In questo caso non abbiamo mai una tela bianca bensì una tela disegnata, dai contorni già definiti, dai soggetti ben presenti; il nostro compito è solo quello di dare profondità prospettica e dosare colori e sfumature, evanescenza al meglio. Infatti la nostra arte proviene dall’Impressionismo : stesso soggetto ma completamente diverso in base alla luce, o nel nostro caso, in base al codice emotivo. Lavorare ad un disco come quello della Vanoni è stato anche molto impegnativo ed allo stesso tempo divertente, ricordo che ho diretto la Concertissimo Orchestra negli Studi della Media Pro di Bucarest in turni di registrazione molto pesanti, entravo alle 9 del mattino e dirigevo fino alle 20, ma ricordo anche il piacere di farlo era superiore ad ogni sforzo fisico e mentale. Mario Lavezzi è un grande produttore, oltre che un autore di spessore. Lavorare con lui mi ha dato molto in termini di esperienza. I grandi artisti come lui vanno sempre seguiti ed ascoltati, hanno sempre da insegnare; è gente che ha scritto pagine della storia della musica contemporanea.

Progetti attuali ?

Sono a lavoro su diversi film, sia qui in Italia che fuori, anche questa volta molto diversi fra loro. Ho appena iniziato Hase, a Berlino, sono a lavoro in USA ad un Kolossal con il regista Jens Klein, a Maggio una Commedia Italianissima e a Settembre un film in Polonia, molto importante, una sorta di Supernatural.


Sito ufficiale: www.sandrodistefano.it


Biografia:

Sandro di Stefano si è diplomato brillantemente presso il Conservatorio Statale di Musica “A. Casella” de L’Aquila. È co-autore del testo universitario Musica per l’immagine scritto con Ennio Morricone e Nicola Piovani. La sua musica è prodotta da Major come: Warner, Kemper Music Germany, Peer Music Italy, Bèrben, IGS, Paoline Audiovisivi. È autore e arrangiatore di una copiosa serie di musica per il cinema, tv, fiction, sit com, documentari, spot tv, multivisioni, filmati industriali, cartoni animati e installazioni multimediali di rilievo internazionale. In Italia ha lavorato sulla componente sonora delle seguenti pellicole: Nella terra del Padrino di F. Calogero, Una vita da sogno, con M. Ceccherini, A. Paci, C. Del Basso; Janara di Roberto Bontà Polito (dove è presente il brano E’ na Janara, scritto con Eugenio Bennato); Fantasticherie di un passeggiatore solitario con Luca Lionello; Deline e Amorth, l’esorcista di Giacomo Franciosa; Seconda Primavera di Francesco Calogero. Ha composto, arrangiato e diretto musica per grandi progetti come la multivisione de Il mondo di Federico II una produzione Cinecittà/Luce e Unicity S.p.a. con Remo Girone e Lorenza Indovina. Ha scritto le musiche dell’opera dedicata alla Beatificazione di Giovanni Paolo II (2011) dal titolo: Lolek, il giovane Wojtyla edita e prodotta da Paoline Editoriale Audiovisivi. Opera che ha avuto la premiere mondiale e tre repliche in Lituania eseguite dal Coro e Compagnia della Filarmonica di Kaunas. Presente all’EXPO’ 2015 con circa 15 lavori interamente musicati e sonorizzati, Di Stefano è direttore editoriale di due Collane di Musica Contemporanea per le edizioni musicali Bèrben ed è responsabile Soundtrack della Motion Art Film di Los Angeles. È presidente inoltre della IGS, marchio editoriale e di post produzione per audiovisivi. Ha insegnato presso il Centro Sperimentale di Cinematografia, sedi di Milano, Palermo e l’Aquila ed è stato visiting-professor del Berklee College of Music di Boston e della Civica Scuola di Cinema di Milano. Collabora didatticamente anche con la scuola di cinema Sentieri Selvaggi di Roma. Attualmente è docente presso il Conservatorio di Cuneo.


PREMI E NOMINATION:

BEST ORIGINAL MUSIC
- Film “Fantasticherie di un passeggiatore solitario"
al Freakemacine Festival de Cine Sci-Fi y Fantástico - Coruna (SPA, 2015)

- Film “The Eve”
Los Angeles Horror Competition (USA, 2015)

- Film “The Eve”
International Indipendent Film Award (USA, 2015)

- Film “The Eve”
NYC Film Awards (USA, 2015)

BEST SOUND DESIGN
- Film “The Eve”
International Indipendent Film Award (USA, 2015)

NOMINATION
- Film “The Eve”
Best Sound Design - Official Selection al London IFF 2016 (UK, 2016)

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