Una esasperazione che dura da circa settecento giorni, la mancanza di lavoro per un ex addetto della Multiservizi, situazione che riguarda circa ottanta suoi colleghi, lo ha portato ieri a compiere un gesto di pura disperazione. Si è presentato in Piazza VI Dicembre, proprio dinanzi all’ingresso del Comune, intorno alle 15.45, e una volta arrivato vicino ad un palo dell’illuminazione ha posizionato una sedia, si è incatenato e poi si è seduto. In mano aveva da una parte una tanica di benzina e dall’altra un accendino. Non è passato inosservato, ed a chi gli chiedeva cosa volesse fare ha urlato che era pronto a darsi fuoco se non avesse avuto risposte sul suo caso. È scattato così il piano di sicurezza. L’area è stata delimitata dalle forze di sicurezza, la piazza fatta sgombrare dalle auto, sul posto polizia, carabinieri, polizia locale, Ares 118 e vigili del fuoco. Tutto intorno decine di curiosi e molti lavoratori dell’ex Multiservizi, giunti sul posto per esprimere vicinanza all’uomo. È cominciata così una trattativa serrata, ma l’uomo non ha mollato di un centimetro. Tutti i tentativi, compreso quello del figlio, e che hanno visto protagonisti il presidente del consiglio Lunghi e poco prima la dirigente della polizia Rapetti sono andati a vuoto. Voleva un unico interlocutore, e cioè il sindaco Nicola Ottaviani. Poco prima delle 19 il primo cittadino è giunto in piazza. Ottaviani si è avvicinato e dopo una iniziale tensione, l’uomo ha deciso di consegnare la tanica di benzina per la gioia dei colleghi di lavoro e dei familiari. In questi frangenti non sono mancati però momenti di tensione da parte di alcune persone all’esterno con “obiettivo” il sindaco. Il quale durante il consiglio comunale, che si è svolto poco dopo, ha dichiarato che si riserverà di valutare se ci sono stati elementi per intraprendere un’azione legale. Quello che conta che il gesto disperato si è concluso nel migliore dei modi.