Il personale di Aral esegue monitoraggi costanti sul patrimonio zootecnico laziale, che conta 31.600 bovini da latte, 18.000 bufali da latte, 18.800 bovini da carne, 13.600 ovini da latte, 2.900 equidi e 2.100 caprini da latte. L’Associazione dispone in località Testa di Lepre (Fiumicino) di un laboratorio che effettua 400.000 analisi l’anno sul latte e sui foraggi. Il rinnovo della presidenza di Aral arriva in concomitanza con la notizia del record delle esportazioni di pecorino, che nel 2015 registrano un balzo del 23% delle vendite sui mercati stranieri, conquistando lo scettro di miglior ambasciatore del Made in Italy nel mondo (superando moda, tessile e accessori in flessione dello 0,8%). Buona parte del successo è merito del Lazio, dove si allevano 630.000 pecore.

“Ancor prima di conoscere il bilancio dell’ultima annata – spiega Vinicio Savone, allevatore e anche presidente della Coldiretti di Frosinone – avevamo deciso di celebrare proprio nella nostra regione, con una grande iniziativa pubblica, i trionfi produttivi e commerciali della pastorizia romana e laziale. Il fronte critico resta il prezzo alla stalla del latte vaccino. È sottopagato, al punto che i ricavi non coprono neanche più i costi di produzione. Centinaia di allevamenti laziali, che fanno latte di alta qualità, rischiano di chiudere”. I primi a rivolgere auguri di buon lavoro a Savone sono stati il presidente e il direttore della Coldiretti del Lazio, David Granieri e Aldo Mattia.