Il giornale di oggi

abbonati

sfoglia

Domenica 11 Dicembre 2016

Meteo Frosinone









Addio a Ettore Scola, l’ultimo grande del nostro cinema: ad Arpino girò Splendor.

Ettore Scola, morto ieri sera in ospedale a Roma

0

Addio a Ettore Scola, l’ultimo grande del nostro cinema: ad Arpino girò Splendor.

Roma

Oggi è “una giornata particolare”: prendo spunto da uno dei titoli più celebri di Ettore Scola, per descrivere tutta l’emozione del momento. Perché oggi è una giornata diversa, strana e molto triste ovviamente: con la scomparsa di Scola (avvenuta nella serata di ieri a Roma, presso il reparto di cardiochirurgia del Policlinico Umberto I), si chiude ufficialmente l’Età d’oro del nostro cinema. Regista e sceneggiatore, Scola nasce a Trevico (Avellino) il 10 maggio 1931, per trasferirsi a Roma con la famiglia già da bambino.

Nella capitale, la sua passione per il disegno,lo porterà a lavorare nella redazione della rivista umoristica Marc'Aurelio dove conoscerà Federico Fellini (a cui è dedicato il suo ultimo film, “Che strano chiamarsi Federico”). Dopo varie esperienze per la radio e per la televisione, inizia la sua carriera cinematografica come sceneggiatore ( è nella scrittura che risiede il suo vero talento), firmando tra i tanti, successi come “Un americano a Roma” (1954),  “Il Mattatore” (1960), “Io la conoscevo bene” (1965) e “Il Sorpasso” (1962).

L’esordio dietro la macchina da presa avviene nel 1964 con il film “Se permette parliamo di donne” , interpretato da Vittorio Gassman, che insieme a Nino Manfredi e Marcello Mastroianni sarà uno degli attori preferiti da Scola. Il primo vero successo lo ottiene con la commedia  “Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l'amico misteriosamente scomparso in Africa?” con Alberto Sordi, Nino Manfredi, Bernard Blier. Sono gli Anni Settanta, quindi, a consacrarlo come autore: su tutti un capolavoro assoluto come “C'eravamo tanto amati” (1974), film che ripercorre trent'anni di storia italiana dal 1945 al 1975 attraverso le vicende di tre amici interpretati da Vittorio Gassman, Nino Manfredi e Stefano Satta Flores, tutti innamorati della stessa donna, Luciana (Stefania Sandrelli). Il film lo colloca definitivamente tra i grandi del cinema italiano regalandogli anche la fama internazionale ( Il Festival di Mosca e il César francese).

Nel 1976 con “Brutti, sporchi e cattivi”, si aggiudica il premio per la miglior regia a Cannes, mentre l’anno successivo è la volta di  “Una giornata particolare” (1977) con Sophia Loren e Marcello Mastroianni, ambientato durante la visita di Adolf Hitler a Roma. Negli Anni Ottanta da segnalare “La Famiglia”, nomination all'Oscar come miglior film straniero: la quarta dopo quelle ottenute per “Una giornata particolare”, “I nuovi mostri” e “Ballando ballando”. Nel 1989 esce nelle sale Splendor, girato ad Arpino: ad interpretarlo Marcello Mastroianni e Massimo Troisi. È la storia di un anziano proprietario di una sala cinematografica (lo Splendor appunto), che si vedrà costretto a chiuderla. Un film amaro e nostalgico, rivolto alla magia di un passato che è svanito per sempre: un po’ come accade in queste ore, con la morte di Scola, che ci riempie di nostalgia e dolore e della consapevolezza che si chiude per sempre uno dei periodi più “felici” della nostra cultura (e del nostro paese).

Curiosità:
Tra documentari e lungometraggi Scola ha diretto 41 film, in un periodo compreso tra il 1964 e il 2013. Il primo: “Se permette parliamo di donne”. L’ultimo: “Che strano chiamarsi Federico”.

Ridendo e scherzando, diretto dalle figlie Paola e Silvia Scola è un documentario del 2015, su Ettore Scola: un ritratto artistico e umano del grande cineasta.

La frase di una vita:
“Credevamo di cambiare il mondo e invece il mondo ha cambiato noi.”
Nicola (Stefano Satta Flores) in “C'eravamo tanto amati”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400